Mittaghorn
al di là dello Spluga

Introduzione     Splügen, com’era d’inverno…      Percorso



Scheda [Su]


Periodo consigliato:

inverno-primavera

Dislivello:

1070 m

Tempo di percorrenza:

3.30 ore per la salita

Difficoltà:

MS (Medio sciatore)

Punto di partenza:

Splügen 1457 m (CH). Splügen è raggiungibile da Milano con l’autostrada Como-Chiasso attraverso Bellinzona e il tunnel del San Bernardino. Dalla provincia di Sondrio, invece, bisogna raggiungere Chiavenna e salire al Passo del Maloja e allo Julier. Scesi a Thusis, si imbocca a sinistra l’autostrada per il San Bernardino.

Guide e carte:

Scanavino F. e Gansser F.: "Scialpinismo in Svizzera - 411 itinerari scelti" - CAS/CAI 1998; CNS 1:25.000 n. 1255 "Splügenpass"; CNS 1:50.000 n. 267S "S. Bernardino"

Informazioni locali:

Splügen/Rheinwald Tourismus, Bodenplatz, CH-7435 Splügen; tel. +41 (0)81 81 650 90 30; Email: splugen@viamalaferien.ch; www.viamalaferien.ch; Bollettino Valanghe: Tel. +41 848 800187; www.slf.ch
ingrandisci la cartina
ingrandisci la cartina












Introduzione
[Su]

L’ascensione al Mittaghorn, in italiano "Corno del Mezzogiorno", rappresenta una delle migliori escursioni scialpinistiche dell’alta Valle del Reno. Non è celebre o impegnativa come i vicini Tambò o Suretta, di stampo certamente più alpinistico, ma ugualmente appagante e divertente. È una meta "da sci delle origini", lontana da ghiacciai, senza pendii troppo impegnativi, e molto prossima ai paesi di fondovalle. Chissà, forse è proprio su questi facili ed evidenti pendii che gli Staübli, i Kurz, i Paulke si allenarono sul finire dell’Ottocento prima di cimentarsi nelle più impegnative imprese sciistiche delle Alpi centrali… Gli ampi prati sopra Splügen come i boschi e i pascoli che dominano dall’alto il piccolo villaggio, infatti, sono il naturale avvicendarsi dei terreni di questa escursione. E se Splügen, per via degli impianti di risalita - tra l’altro molto frequentati dagli italiani   ha perso un po’ del romanticismo del passato, basterà imboccare la traccia per l’Ober Räzünscherhütte per trovarsi subito immersi nella tranquillità dei boschi. L’itinerario si snoda su terreni relativamente sicuri e in genere soleggiati nonostante l’esposizione ai quadranti settentrionali; sarà dall’Ober Surettasee che bisognerà prestare maggior attenzione nella scelta della traccia.



Splügen, com’era d’inverno…
[Su]

Trovandosi d’inverno a Splugen non si può non pensare a quanto, in passato, dovesse essere dura e isolata la vita quassù. E addirittura un detto locale recita: "Nella Foresta del Reno (Reinwald) ci sono nove mesi d’inverno e tre mesi di freddo". Ma se pascoli e boschi restavano bloccati sotto una consistente coltre bianca per gran parte dell’anno, il villaggio conservava una spiccata vivacità. Infatti, la sua posizione strategica ai piedi dei passi dello Spluga e del San Bernardino - valichi che fino alla metà dell’Ottocento vennero tenuti aperti anche d’inverno - ne faceva un importante punto di sosta e di smistamento delle merci. Esistono documenti conprovanti che già i romani utilizzavano questi alti valichi, ma fu soprattutto a partire dal 1470 che i traffici commerciali si intensificarono grazie al miglioramento del percorso che da Splügen scendeva a Thusis attraverso l’orrido della Viamala e raggiungeva Coira, nel cuore dei Grigioni. Il flusso di merci quali vino, seta, cereali, sale e spezie non poteva arrestarsi neppore d’inverno e così, anche se il prezzo in termini di perdite di uomini e animali risultava elevatissimo la strada era tenuta aperta anche nella cattiva stagione. In proprosito a questa politica, nel ’700, il medico e naturalista J. J. Schenchzer scriveva nel suo "Itinera Alpina": "…i grigioni mantengono aperte le più pericolose strade tanto d’estate quanto d’inverno con grande lavoro e spese… battono la neve e rompono il ghiaccio". E a proposito della strada dello Spluga lo stesso autore ci dice che: "Una volta guadagnata la vallata, un ponte di legno coperto, che attraversa il Reno, conduce il viaggiatore nella confortevole locanda della città di Splügen". Entrando tra le case del villaggio, assediate dal gelo, e circondate dalla silenziosa immobilità dell’inverno, l’animazione doveva giungere inattesa. Si riscuotevano i dazi per il transito sui passi; muli e cavalli erano ricoverati nelle stalle mentre i loro conducenti, così come i viandanti, cercavano riposo nelle osterie o all’Albergo della Posta; in quest’ultimo erano quotidianamente smistati corrispondenza e valori secondo le diverse destinazioni; le carrozze della diligenza - o le slitte nei mesi invernali - erano preparate per il giorno a venire. Allora come oggi, oltre Splügen la tappa successiva sarà il paese di Thusis per chi scende, proseguendo verso Coira, oppure la Casa della Montagna di Montespluga o l’Ospizio del San Bernardino per chi sale diretto in Italia. Il tramonto di queste attività comincerà verso la fine dell’Ottocento, con l’apertura dei trafori ferroviari del Gottardo e del Sempione, che trasferiranno più a Ovest il transito delle merci attraverso la catena alpina centrale. Oggi il Passo dello Spluga, ormai di interesse quasi esclusivamente turistico, viene chiuso d’inverno mentre la montagna del San Bernardino è attraversata da un comodo tunnel stradale. Per un bel tuffo nel passato non possiamo che raccomandarvi una visita al museo etnografico Rheinwald ospitato nel settecentesco palazzo Von Schorsch di Splügen, che offre un significativo spaccato sugli antichi viaggi e viaggiatori della valle del Reno (Heimatmuseum Rheinwald, Oberdorfplatz 65 - 7435 Splügen; tel. +41 (0)81 664 11 38).



Percorso
[Su]

Dal centro di Splügen 1457 m si seguono le indicazioni per il Passo dello Spluga percorrendo un lungo rettilineo in salita (parcheggi sulla destra) al cui termine si imbocca una strada innevata che si stacca a sinistra 1492 m. Seguendo questa pista forestale si supera un ponticello oltre il quale si devia a destra su un’ampia mulattiera. Il tracciato sale con ampi traversoni tra conifere secolari. Giunti presso un tornante destrorso (1800 m circa) si imbocca una deviazione sulla sinistra e ci si trova ad affrontare numerose serpentine nel bosco via, via più rado fino ai dossi tra i quali si annidano le baite dell’Ober Räzünscherhütte 2062 m (una baita, sempre aperta, può fornire rifugio in caso di cattivo tempo). In direzione SE, oltrepassato un modesto solco torrentizio, ci si innalza in campo aperto per altri dossi fino a giungere in vista della piatta superficie dell’Ober Surettasee 2266 m, dominata dalle rocce arcigne degli Schwarzhörner. Da qui si procede in piano, piegando in direzione NE, fino a lambire una piccola depressione. Contornando il mammellone quotato 2286 m, nuovamente in direzione SE si imbocca un valloncello che si innalza ripido verso i pendii settentrionali del Seehorn. Raggiunto lo spartiacque con la retrostante Valle Suretta si piega a sinistra e, in poche decine di metri, si calca la vetta sciistica del Mittaghorn 2542 m. La massima elevazione, quotata 2561 m e situata più a NE, è facilmente raggiungibile con una breve discesa e una risalita tra numerose rocce affioranti. Variante di discesa Questa bella variante, più diretta, presenta spesso neve ottima nel bosco rado. Ritornati presso il mammellone di quota 2286 m, invece di traversare in direzione dell’Ober Surettasee, si scende verso NW raggiungendo i primi, radi larici. Tenendosi a destra (E) del solco dello Stralentobel, senza direzione obbligata si scia lungamente nella neve generalmente farinosa di un rado bosco di conifere. Raggiunta l’ampia radura di Panell (1660 m circa) ci si immette verso sinistra in una pista forestale. Deviando a sinistra presso due incroci successivi si attraversano i prati di Walden e, in leggera discesa, si sbuca alla sommità dei prati di Splügen.