Piz Varuna
Introduzione Marcel Kurz: il pioniere dello scialpinismo
Salita al Pizzo Varuna 3453 m
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Scheda
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Esposizione:
NE - N
Dislivello:
1530 m + 170 m c. al ritorno
Tempo di percorrenza:
ore 7-8
Difficoltà:
OSA
Punto di partenza:
Alp Grüm 2091 m
Guide e Carte:
Carta Nazionale Svizzera 1:50.000 "Berninapass" o "Passo del Bernina" (è in uscita anche l’edizione dedicata specificamente allo scialpinismo); 1:25.000 "La Rösa"
Nota:
percorso di lunga lena che richiede un buon allenamento e condizioni nivo-meteorologiche di assoluta sicurezza e buona esperienza di alta montagna e progressione su ghiacciaio
Informazioni locali:
Ferrovia Retica Stazione di Tirano - Tel. 0342 -701353
Ente Turistico Valposchiavo - 7742 Poschiavo CH
Tel. 0041- 81- 8440571 Fax. 0041-81- 8441027
www.valposchiavo.ch
Bollettino nivometeorologico - Tel. 0342- 905030 167- 837077
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Introduzione [Su]
Questo itinerario che si svolge ben oltre i 3000 metri, ma ha anche una caratteristica originale. Infatti, per raggiungerne la partenza ci serviremo del rosso trenino delle Ferrovie Retiche che, lento e silenzioso, ci porterà in uno degli angoli meno noti del massiccio del Bernina: la conca dell’Alpe Grüm. Qui si giunge solo grazie alla ferrovia che, dopo aver condiviso buona parte del percorso con la carrozzabile del Passo del Bernina, si allontana da essa per entrare nella Val Pila.
Nella sua parte superiore, infatti, la Valle di Poschiavo è divisa in due solchi paralleli dal massiccio costone del Piz Campasc 2598 m. Il ramo sinistro orografico prende il nome di Val Agoné, quello destro di Val Pila; nel primo passa la strada asfaltata, nell’altro la via ferrata. La Val Pila è un angolo di montagna praticamente invisibile dalla strada, ma indiscutibilmente ricco di fascino. Con i suoi due alberghetti Grüm è una buona base di partenza per molte altre gite scialpinistiche ma, avendo poco tempo a disposizione è possibile prendere il trenino alla stazione di Poschiavo, compiere la salita e ritornare all’auto in giornata. In considerazione delle mutevoli condizioni che si possono presentare in alta montagna, abbiamo allegato anche una "gita di consolazione" al Piz Curnasel che ha durata e impegno decisamente inferiori rispetto a quella del Pizzo Varuna.
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Marcel Kurz: il pioniere dello scialpinismo
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La gita proposta ripercorre, almeno nella sua prima parte, il tragitto compiuto nel 1920, da Marcel Kurz, uno dei pionieri dello scialpinismo, durante la sua epica circumnavigazione del massiccio del Bernina.
Marcel Louis Kurz, Neuchâtel 1887 1967. personalità poliedrica fu un valente musicista, esploratore, alpinista e topografo. Lavorò dapprima per l’Istituto Topografico Federale Svizzero e poi come libero professionista. Appassionato della montagna invernale abbracciò subito la nascente moda dello scialpinismo e, con i rudimentali mezzi allora a disposizione, fu protagonista di importanti imprese condotte con gli sci. In particolare, nel 1907, compì la prima ascensione sciistica del Gran Combin. Fra il 1907 e il 1920, spesso con gli sci, salì tutti i quattromila del Vallese. Fu autore brillante di guide alpinistiche fra cui la celeberrima Guide des Alpes Valaisannes.
Ma la sua opera fondamentale resta il libro "Alpinisme hivernal", nel quale egli ripercorre la storia dello scialpinismo partendo dalle origini per arrivare fino alle grandi traversate. Il libro fu stampato nel 1923 e fu per tutti gli alpinisti del tempo un testo illuminante e per certi versi rivelatore. "Alpinisme hivernal" segnò il definitivo affermarsi dello scialpinismo e la consacrazione di quell’epopea alpina che vide, come scrisse lo stesso Kurz, una "seconda conquista delle Alpi": quella effettuata nella stagione invernale. Fra le più celebrate imprese dell’alpinista elvetico si ricorda la traversata del massiccio del Bernina con partenza e ritorno in giornata all’Ospizio del Passo del Bernina. Da questo edificio, che avevano raggiunto con il trenino del Bernina, il giorno 29 dicembre 1910 Marcel Kurz e Rudolf Staub partirono per compiere la fantastica cavalcata che nel prodigioso tempo di 13 ore e mezza li portò a compiere il primo periplo sciistico del massiccio del Bernina. L’impresa, con tanto di relazione tecnica, è brillantemente riportata in "Alpinisme Hivernal". Del testo esiste una recentissima traduzione italiana pubblicata da Edizioni L’Arciere e Vivalda Editori nella collana "I Licheni".
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Salita al Pizzo Varuna 3453 m
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Dall’Alp Grüm 2091 m scendere al Lagh da Palù (Alpe Palù)1923 m e percorrere il fondovalle verso Ovest tenendone la sponda destra idrografica. Giunti ai piedi della bastionata rocciosa che sbarra la valle si imbocca sulla sinistra un ripido valloncello che permette di portarsi al di sopra di essa e di raggiungere il terrazzo morenico soprastante (il terrazzo morenico può essere raggiunto anche salendo i ripidi pendii del versante opposto della valle, seguendo in pratica il percorso estivo di accesso al Vadret da Palù. Occorrono però condizioni di assestamento dei pendii assolutamente sicure). Si attraversa verso destra (Nord-ovest), portandosi sul versante opposto e si compie un graduale arco di cerchio verso sinistra per aggirare e superare la barriera rocciosa che sostiene la seraccata del Vadret da Palù. Si piega ora verso Sud mettendo piede sul ghiacciaio e lo si percorre puntando agli affioramenti rocciosi situati al suo centro. Si supera questo settore abbastanza crepacciato di volta in volta ove più conveniente: solitamente a destra. Verso i 3150 m, un centinaio di metri di dislivello sotto il Passo Gembré, deviare verso Sud-est puntando all’evidente sella situata tra la vetta del Piz Varuna a sinistra e la Quota 3419 a destra. Lasciati gli sci alla base della paretina che precede la sella, si prosegue a piedi raggiungendo il crinale che si percorre verso sinistra (Est) fino alla cima.
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