Val Bondasca
Introduzione Le grandi muraglie della Bondasca
Percorso
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Scheda
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Periodo consigliato:
luglio-settembre
Dislivello:
870 m fino al Rif. Sciora + altri 200 m circa fino alla sommità del "Viale".
Tempo di percorrenza:
7-8 ore per compiere l’intero circuito.
Difficoltà:
EE
Punto di partenza:
termine della strada di Val Bondasca a 1250 m circa. Per giungervi percorrere la SS 36 dello Spluga fino a Chiavenna. Imboccare poi la SS 37 della Val Bregaglia. Passato il confine di Castasegna si prosegue fino alla deviazione per Bondo. Raggiunto il paese si percorre la strada sterrata della Val Bondasca che temina poco prima della località Laret (colonnina per il pedaggio all’imbocco della strada).
Cartografia:
Carta Nazionale Svizzera 1:25.000 "Sciora"; 1:50.000 "Monte Disgrazia"
Nota:
percorso di lunga lena che richiede allenamento, buone condizioni meteorologiche e una certa esperienza.
Informazioni locali:
Rifugio Sciora - Tel. 0041-81-8221138
Rifugio Sasc Fourà - Tel. 0041-81-8221252
REGA (soccorso aereo svizzero) 1414 (Samedan - Tel. 0041- 81- 8510404)
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Introduzione [Su]
In Val Bregaglia, a pochi passi dal confine con l’Italia, ma già in territorio elvetico si apre l’imbocco di una valle laterale che lascia ben poco vedere di sé a chi passa frettolosamente diretto verso il Passo del Maloja. Si tratta della piccola Val Bondasca il cui stretto ingresso si trova alle spalle del grazioso e silente paesino di Bondo. Dal villaggio una strada sterrata entra nella valle e corre per alcuni chilometri ora sull’uno, ora sull’altro versante, fra fitte abetaie e oscuri dirupi. Poco prima del termine della carrozzabile, alzando distrattamente lo sguardo sulla destra ecco apparire una grande montagna di roccia, dalle forme eleganti e, al tempo stesso, potenti. È solo un primo assaggio di quello che improvvisamente si dischiude agli occhi di chi si voglia avventurare anche solo per altri cinquecento metri, sul sentiero che inizia dove la strada finisce. Superata la deviazione per il Rifugio Sasc Fourà, il tracciato porta alla verde osasi dell’Alpe Laret, da dove si può già ammirare quanto ci circonda. La piccola Val Bondasca appare, adesso, tutt’altro che insignificante, coronata com’è da tante incredibili montagne. Ci troviamo nel cuore del massiccio Masino-Bregaglia, al cospetto di alcune delle più alte ed importanti pareti delle Alpi, nel regno del granito.
Il percorso che vi proponiamo vuole portarvi quasi a lambire ognuna di queste importanti muraglie, compiendo un anello sul cui tracciato si trovano i rifugi Sciora e Sasc Fourà.
Per buona parte la gita si svolge su sentieri ben segnalati e non difficili, seppure in certi punti un po’ faticosi. Altrettanto ben segnalato, ma quasi privo di un vero e proprio sentiero è il tratto che dal Rifugio Sciora porta ai piedi dello spigolo Nord del Pizzo Badile e al rifugio Sasc Fourà. Si tratta di una lunga traversata a mezza costa che, passando sulle grandi morene ai piedi dei ghiacciai della Bondasca e del Cengalo, termina sotto la parete rocciosa che costituisce la propaggine inferiore della liscia lavagna del Pizzo Badile. Il proseguimento sembra impossibile ma a ben guardare si scorge una frattura obliqua da sinistra a destra che taglia le pareti. Si tratta del passaggio del "Vial", il viale, una facile e comoda cengia che, senza difficoltà alcuna permette di raggiungere il colmo della dorsale inferiore dello spigolo Nord del Badile. Una volta lassù si apre ai nostri occhi anche il selvaggio circo di vette che precipitano sul Ghiacciaio della Trubinasca: uno spettacolo indimenticabile che ci accompagnerà fino al piccolo, ma confortevole, Rifugio Sasc Fourà e che rimarrà sempre impresso nella nostra mente assieme al ricordo di questa "piccola-grande" valle.
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Le grandi muraglie della Bondasca
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La testata della Val Bondasca è delimitata da una corona d’impressionanti architetture granitiche che la cinge su tre lati. Pilastri, spigoli, pareti, guglie e torri sono l’elemento dominate della scena e formano uno dei quadri alpini di maggior impatto emotivo. Verso oriente si distende la bella catena delle Sciore: la Sciora Dafora dal grande spigolo a mezza luna, la Pioda di Sciora col suo potente pilastro Ovest, l’Ago di Sciora, fantastica guglia che sembra irraggiungibile e per ultimo la Sciora Dadent, dalle lisce pareti tagliate da due grandi cenge sovrapposte.
Sull’altra sponda del Ghiacciaio della Bondasca, verso Sud si profila una nuova serie di importanti montagne. La parata ha inizio con il lungo spigolo che porta in cima ai Pizzi Gemelli la cui porzione basale, causa la sua forma particolare e la compattezza delle placche che la costituiscono, è detta "Ferro da stiro". Il selvaggio canalone glaciale dei Gemelli separa questa cima dalla più impressionante e grande parete delle Alpi Retiche, la Nord del Pizzo Cengalo. Alta più di 1300 metri questa complicata muraglia fu salita già nel 1897 da una cordata composta dal Principe Scipione Borghese (vincitore, nel 1907, del Raid Pechino-Parigi), con le guide engadinesi Martin Schocher e Christian Schnitzler. Date un’occhiata alla parete e pensate per un attimo a quegli audaci che con i materiali e le conoscenze tecniche di cent’anni fa, osarono avventurarsi in quel labirinto di canaloni, pilastri e ghiacciai sospesi. Un compatto pilastro di placche delimita a destra la parete del Cengalo prima che, al di là del ripido canalone del Colle del Cengalo, abbia inizio la muraglia Nord-est del Pizzo Badile, imperscrutabile lavagna di granito incisa da poche fessure e formata da grandi lastroni sovrapposti. La parete, simile ad un immane muro di diga, è delimitata a destra da un magnifico e lunghissimo spigolo orientato a Nord, sul quale si svolge una delle più belle scalate classiche in assoluto. Scavalcato lo spigolo Nord, sull’opposto versante, si trova la parete Ovest del Badile, che piomba sul tormentato Ghiacciaio della Trubinasca, uno degli angoli più remoti e selvaggi di tutte le Alpi Retiche. Probabilmente, il nome della montagna è dovuto proprio alla forma della sua elegante parete Ovest che, già da Chiavenna mostra un profilo che ricorda molto quello di una vanga o di un badile.
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Percorso
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Da Bondo, percorrere la carrozzabile della Val Bondasca (pagamento pedaggio all’inizio della strada) fino al parcheggio ove termina. Proseguire per sentiero sulla sponda sinistra del torrente fino ad un bivio con panchina e cartelli indicatori. Lasciata a destra la traccia per Sasc Fourà, si continua diritti sbucando poco dopo nel pianoro erboso dell’Alpe Laret. Da qui si costeggia in leggera salita il greto del torrente, finché la traccia (ben segnalata) devia a sinistra e, con una ripidissima serie di tornanti, sbuca sul poggio dell’Alpe Eraveder (1843 m). Da qui si gode uno splendido panorama di tutta la testata della valle. Particolarmente notevole è la vista sulle pareti del Cengalo e del Badile. Traversato il magro pascolo, la salita prosegue un po’ più dolce e con un lungo diagonale fra ontani e blocchi porta ai pascoli sassosi sottostanti il Rifugio Sciora 2118 m, (ore 2). Dal rifugio s’imbocca la buona traccia (segnaletica a vernice bianco-azzurra) che obliquando verso la cresta dei Pizzi Gemelli, scavalca una morena e, tenendosi dapprima sotto la cresta dei Gemelli poi sotto la grandiosa parete del Cengalo, traversa in leggera discesa su terreno morenico. Lambendo inferiormente il Ghiacciaio del Cengalo (Vadrecc dal Cengal) si giunge così al termine delle pietraie, ai pendii di erbe e blocchi sottostanti la bastionata orientale della grande dorsale che costituisce il prolungamento dello spigolo Nord del Badile. La bastionata é incisa da una rampa obliqua da sinistra a destra, il "Viale’’, che parte a quota 1900 m circa. Con una breve risalita ci si porta sotto la bastionata, all’inizio del "Viale". Si percorre la lunga e comoda rampa (traccia di sentiero) che presenta alcuni elementari passaggi su roccia e si raggiunge la sua sommità, mettendo piede sulla larga dorsale inferiore dello spigolo del Badile. Magnifica in questo punto la vista che si ha del possente pilastro Nord-ovest del Pizzo Cengalo. Scendendo per tracce di sentiero fra macigni, placche e suggestivi tratti erbosi si giunge in breve al Rifugio Sasc Fourà. Da qui si scende il ripidissimo sentiero che in poco tempo riporta sul fondovalle e al parcheggio auto.
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