Riva San Vitale ed il Monte San Giorgio,
perle del Mendrisiotto
Introduzione Cave, miniere, fossili e un museo
Percorso
|
Scheda
[Su]
Periodo consigliato:
tutto l’anno
Dislivello:
200 m
Tempo di percorrenza:
2 - 3 ore di piacevole passeggiata.
Difficoltà:
E
Punto di partenza:
Meride, 578 m; il piccolo borgo alle pendici meridionali del Monte San Giorgio è raggiungibile da Mendrisio in sette chilometri. Lasciata l’autostrada o la strada normale si devia in direzione di Rancate e Besazio. Da qui prendendo indifferentemente verso Arzo o verso Tremona si giunge a Meride.
Riva San Vitale è il grosso borgo che si trova sulla sponda meridionale dello stretto golfo del Lago di Lugano, compreso dal Monte San Giorgio a Ovest ed il Monte Generoso a Est. Oltre che in auto da Mendrisio o da Lugano-Capolago, Riva San Vitale è raggiungibile facilmente anche con il treno fermando alla stazione di Capolago - Riva San Vitale.
Bibliografia:
Gentilini G. e Felber M. Furrer H. Tintori A. "Geo Guida del Monte San Giorgio" (acquistabile presso il Museo dei Fossili di Meride). Carta escursionistica scientifico-didattica 1:14’000 con parecchie illustrazioni e descrizioni dei luoghi di maggiore interesse naturalistico e scientifico
Guide e carte:
CNS 1:50.000 "Chiasso" e "Malcantone"
Internet:
www.montesangiorgio.ch
www.rivasanvitale.ch
ingrandisci la cartina
Introduzione [Su]
Il Monte San Giorgio è un verdeggiante promontorio che s’insinua sulla sponda meridionale del Ceresio o il Lago di Lugano. Ricoperte da fitti boschi di latifoglie, le dolci pendici della montagna digradano verso Est su Riva San Vitale e Capolago, verso Ovest sul golfo di Porto Ceresio. Andremo a percorrere il Sentiero Naturalistico del Monte San Giorgio, scandito di tanto in tanto da pannelli esplicativi sui quali sono descritte le bellezze naturalistiche e geologiche della zona. Il sentiero compie una sorta di anello nella valle compresa fra il San Giorgio e il Poncione d’Arzo e per raggiungere la cima della nostra montagna dovremo staccarcene brevemente per poi tornare sui nostri passi. La facile salita in vetta è già di per sé una bella escursione che, quando meno, una volta raggiunto il culmine della montagna ci regalerà amplissime vedute su Mendrisiotto e sulle montagne circostanti.
Ma il Monte San Giorgio riserva ben altre sorprese. Infatti, questa montagna, grazie alla sua complessa e lunghissima storia è diventata una vera mecca per geologi. Paleontologi e naturalisti. L’importanza del San Giorgio è stata infine riconosciuta anche a livello internazionale e oggi tutto il comprensorio è divenuto Patrimonio dell’Umanità, protetto dall’UNESCO. Ma la nostra escursione è talmente ricca di spunti che facciamo fatica a dare un ordine preciso alla descrizione delle tantissime meraviglie che si trovano concentrate in così poco spazio. Infatti, oltre agli aspetti naturalistici, il territorio conserva anche importanti tesori artistici e storici, in particolare a Riva San Vitale ma anche a Meride, punto di partenza della passeggiata.
|
Cave, miniere, fossili e un museo
[Su]
La straordinaria policromia dei calcari locali e la loro eccellente qualità ha fatto in modo che, a partire dal medioevo, la regione del Monte San Giorgio diventasse nota in tutt’Europa per i pregevoli marmi che vi si cavavano. Ad Arzo, Tremona, Meride, come nella vicina Viggiù fiorivano le cave ed i laboratori artigiani per la lavorazione dei marmi che andavano ad abbellire chiese e palazzi.
Accanto all’estrazione di queste pietre da rivestimento, sul finire del ’700 furono scoperte e coltivate alcune cave di scisti bituminosi allo scopo di ottenere olio combustibile. Le imprese che si cimentarono nell’impresa ebbero però poca fortuna e gli scisti bituminosi del San Giorgio ottennero maggior fama come materia prima per produrre l’Ittiolo. Nel 1910, a Spinirolo entrò in funzione una fabbrica della Società Anonima Miniere Scisti Bituminosi di Meride e Besano per la distillazione dell’olio di scisto e la produzione del Saurolo, un prodotto simile all’Ittiolo richiesto dal mercato farmaceutico di Milano e di Basilea. La coltivazione delle miniere di scisti bituminosi è continuata fino al 1951, anno in cui l’attività venne definitivamente sospesa.
Di un certo interesse sono anche i giacimenti di galena, fluorite e barite che sono stati coltivati ad intervalli diversi fino agli anni cinquanta.
A partire dal 1800, numerosi studiosi, in particolare italiani, si dedicarono allo studio e alla ricerca dei fossili presenti negli strati sedimentari del Monte San Giorgio. Sul versante svizzero furono particolarmente attivi gli scienziati dell’Istituto di paleontologia dell’Università di Zurigo che concentrarono le ricerche nella ricchissima Zona Limite Bituminosa, da cui trassero importantissimi esemplari di sauri anche di notevoli dimensioni.
Fino ad oggi nei sedimenti del San Giorgio sono venuti alla luce più di 10’000 esemplari di fossili, fra cui 30 specie di rettili, 80 di pesci, circa 100 di invertebrati, alcuni insetti e numerosi vegetali. Nel 1936, in Val Porina fu scoperto il sauro terrestre, Ticinosuchus ferox (Thecodontia). Nel 1993, durante gli scavi condotti dal Museo Civico di Storia Naturale di Milano in località Sasso Caldo è stato scoperto un nuovo ittiosauro (Besanosaurus) di 6 m di lunghezza, e nelle Cave di Saltrio, è stato scoperto il Saltriosauro, il più antico dinosauro carnivoro sinora noto al mondo.
Nella Casa Comunale di Meride si trova il minuscolo, ma importante, Museo dei Fossili inaugurato nel 1973. Nelle bacheche sono esposti fossili (rettili, pesci, invertebrati, vegetali). originali o calchi della ricca e variegata fauna che nel Triassico medio popolava la regione. Notevoli sono i reperti riguardanti la cosiddetta Zona Limite Bituminosa che ha fornito esemplari di enorme pregio scientifico ed estetico rendendo il Monte San Giorgio famoso in tutto il mondo. Una dettagliata serie di tavole esplicative consente di completare il giro d’orizzonte sul Triassico medio e alla sua fauna.
|
Percorso
[Su]
Lasciata l’auto all’ingresso del paese (parcheggio a pagamento) si imbocca verso destra la via principale per abbandonarla subito piegando a sinistra lambendo il muro di cinta di una bella casa con cortile. Si percorre una stradina acciottolata che poco dopo ci porta nei pressi della splendida chiesa di San Silvestro (volendo si può arrivare in auto fin qui). Si prosegue lungo la stradina che ora si restringe pur rimanendo ben acciottolata. Con piacevole salita si guadagna quota nel bosco costituito in prevalenza da carpino nero e bianco, querce, tigli, aceri, faggi con qualche rovere e castagno.
Col procedere l’acciottolato lascia il posto ad un normale sentiero che porta infine nella bella radura di Cassina dove sorge un piccolo rifugio. Qui dobbiamo abbandonare il Sentiero Naturalistico per prendere a destra e percorrere un tracciato, dapprima un po’ ripido che porta nei pressi dei ruderi di un grande edificio fiancheggiati da un grande faggio e poco più avanti, in una rada faggeta che si attraversa per arrivare sulla sommità dove si trova un altro piccolo edificio/rifugio. Dalla cima si gode un meraviglioso panorama verso Nord, su Lugano e le Alpi Lepontine.
Tornati a Cassina riprendiamo il Sentiero naturalistico piegando a destra e procedendo a mezza costa per poi perdere quota dopo aver percorso i due versanti della minuscola Val Porina. Si arriva così in località Crocifisso, sulla carrozzabile che collega Meride con Serpiano. Traversato il nastro d’asfalto proseguiamo portandoci alle pendici settentrionali del Poncione d’Arzo per poi piegare verso Sud-ovest e traversare l’ampio fondovalle passando per Spinirolo e rimettendo piede sulla carrozzabile all’altezza della località Fontana dove sulla sinistra si diparte una variante di accesso al Sentiero Naturalistico. Lungo la strada si torna infine all’auto.
|
| |