Bellagio,
"perla del Lario", ed il suo territorio
Introduzione Due passi nel borgo
I dintorni della "Perla del Lario"
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Scheda
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Periodo consigliato:
tutto l’anno ma in particolare da primavera all’autunno.
Dislivello:
breve passeggiata con possibili spostamenti in auto.
Tempo di percorrenza:
a visita a Bellagio ed ai paesini limitrofi richiede almeno mezza giornata di tempo.
Difficoltà:
T
Punto di partenza:
Bellagio.
Bibliografia:
Gilardoni L. "Storia di Bellagio"; Amilcare Pizzo Editore - Milano 1995.
Guide e carte:
Carta escursionistica Kompass n°93 1:50.000 "Lago di Como-Lago di Lugano"; CNS 1:50.000 "Menaggio".
Informazioni locali:
I.A.T. Ufficio informazioni turistiche tel. 031-950204.
E-mail: prombell@tin.it
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Introduzione [Su]
Quando i ghiacciai quaternari che scendevano dalle Alpi, dopo aver invaso un preesistente solco, incontrarono l’ostacolo dei calcari del Monte San Primo, furono costretti a modificare parzialmente la loro corsa. Le rocce più dure costrinsero l’immane colata a dividersi in due, attorniando il monte e quando questa si ritirò il suo letto fu colmato dalle acque che formarono il Lago di Como con i suoi due caratteristici "rami" che si originano in corrispondenza della Punta di Bellagio, estrema propaggine settentrionale del Monte San Primo.
Molto probabilmente i primi uomini giunsero alla Punta di Bellagio traversando il lago, vi costruirono i primi porticcioli per la pesca ed iniziarono a colonizzare le terre retrostanti.
Nelle epoche successive il piccolo borgo crebbe d’importanza essendo un punto strategico per il controllo della navigazione lariana. Lo stesso Plinio possedeva alcune proprietà in zona, come testimonia una sua lettera ad un amico: "Sulle rive di questo lago vi sono parecchie ville di mia proprietà, ma due in modo particolare mi danno molto piacere e molto da fare. Una, alta sugli scogli, come a Bana si affaccia sul lago; l’altra costruita anch’essa secondo la moda di Bana è sulla riva dei lago. Pertanto sono solito chiamare quella Tragedia e questa Commedia; quella perché si erge quasi su coturni, questa invece sugli zoccoli". Sui ruderi della villa "Tragedia" fu costruita una fortificazione rafforzata durante la guerra fra Como e Milano (1117-1128) e poi fatta demolire da Gian Galeazzo Visconti sul finire del 1400, in quanto divenuta covo di malfattori. Abbandonata e restaurata più volte la villa-castello passò successivamente ai Serbelloni che l’abbellirono e fecero realizzare lo splendido giardino. Diventata in seguito albergo di fama internazionale e poi abitazione privata, la Villa Serbelloni appartiene dal 1959 alla Fondazione Rockfeller.
La vocazione di Bellagio come località privilegiata ed esclusiva di villeggiatura ha quindi origini antichissime quanto illustri. Soprattutto sul finire del ’700 e per tutto l’800, Bellagio divenne famosissima in Europa. Non proprio per turismo, ma per trovare un po’ di tranquillità con la sua amante, soggiornò a Bellagio, in una casa all’inizio della Salita Serbelloni, il grande musicista Franz Liszt. Per stessa ammissione del musicista il periodo vissuto a Bellagio fu assai felice e ricco di motivi d’ispirazione che gli permisero di scrivere alcune delle sue opere migliori. I magnifici hotel sul lungo lago ospitarono in epoche diverse Stendhal, Flaubert, Shelley, Twain.
Fra gli illustri italiani ricordiamo Giuseppe Parini, precettore della famiglia Serbelloni proprietari della grande villa che ancor oggi porta quel nome, Ippolito Nievo, Arturo Toscanini e Filippo Tommaso Marinetti.
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Due passi nel borgo
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Lasciata l’auto in uno dei tanti parcheggi che precedono il porticciolo, si segue il Lungolago A. Manzoni fino al passaggio coperto che immette nella piazza del porto. Era questa la prima delle tre porte che, in epoca medioevale, consentivano di valicare le mura. Prima del passaggio, sulla destra, si diparte la "Salita Serbelloni" che gli abitanti chiamano ancor oggi "il Fossato" poiché un tempo, al suo posto correva il fossato del sistema difensivo medioevale. Poco dopo l’imbocco della salita, sulla destra, una grande lapide ricorda il soggiorno a Bellagio di Franz Liszt. Fra negozietti di souvenir e di prodotti artigianali locali, la scalinata sbuca in Via Garibaldi che, verso destra, porta verso la chiesa di San Giacomo. La chiesa, edificata nel XII secolo, ha pianta rettangolare divisa in tre navate. All’interno sono conservati un pregevole dipinto della scuola del Perugino, un magnifico altare ligneo, un crocefisso arcaico del XII secolo e un elegante ambone in "marmo di Musso". L’annessa torre campanaria fu eretta sulle fondamenta di una preesistente torre di guardia. Dal sagrato della chiesa si può scendere lungo Via Roma, che riporta al porticciolo. Poco dopo si può proseguire a destra in Via Vitali che, con piacevole passeggiata, percorre in alto il promontorio di Bellagio, raggiungendo la panoramica postazione di Punta Spartivento da dove si può ammirare l’ampio e luminoso bacino dell’alto Lario coronato dai monti.
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I dintorni della "Perla del Lario"
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Lasciato il porticciolo prendiamo la strada che corre verso Nord, fra le mura che sostengono i giardini di Villa Melzi. Poco oltre, si giunge al bivio dove si dipartono le strade per Lecco e per Como. Trascurando le due direzioni principali, prendiamo una stretta strada a senso unico che si stacca a destra, parallela per pochi metri alla via per Como e poi scende fra due alti muri (indicazioni "Loppia", "Giardini di Villa Melzi"). In breve si giunge nel minuscolo porticciolo di Loppia e di fronte all’ingresso settentrionale di Villa Melzi. Accanto al cancello della villa sorge la bianca cappella funeraria della famiglia Melzi, edificio neoclassico con pianta a croce greca sormontato da una cupola e circondato da un peristilio. Il portale d’accesso rinascimentale è stato attribuito da alcuni studiosi al Bramante. La villa, voluta da Francesco Melzi d’Eril, fedele collaboratore e consigliere di Napoleone Bonaparte, fu eretta fra il 1808 ed il 1813. Progetto e direzione dei lavori furono affidati all’architetto Giocondo Alberetolli che realizzò uno dei più bei complessi di stile neoclassico in Lombardia. La cappella, il piccolo museo ed il parco, primo esempio di giardino "all’inglese" sul Lario, sono aperti alle visite del pubblico da fine marzo ai primi di novembre, dalle 9 alle 18.
Per molti anni Villa Melzi fu mal vista dai "bellagini" poiché per realizzare i grandi giardini fu necessario distruggere la bella strada comunale selciata, che correva in riva al lago portando a Loppia e a S. Giovanni. In sua sostituzione si costruì l’attuale percorso stradale, tortuoso e pericoloso per i pedoni. Per questo noi vi consigliamo di raggiungere Loppia con l’auto.
Da Villa Melzi si prosegue a piedi lambendo il grazioso porticciolo di Loppia; poco dopo, sulla sinistra si nota una gradinata inerbita il cui ingresso è segnato da due colonnine granitiche recanti l’incisione "Villa Giulia". Si tratta del lungo vialone, oggi interrotto dalla carrozzabile per Como, che collegava questa villa, eretta a Regatola, sull’opposta sponda della punta di Bellagio, con il porticciolo di Loppia. La gradinata lambisce l’edificio dell’antica chiesa romanica di S. Maria di Loppia, purtroppo non visitabile poiché facente parte del grande parco "all’inglese" di Villa Trivulzio. Dopo un passaggio coperto, la strada risale a prendere l’arteria principale che conduce verso Como. Fatte poche centinaia di metri oltre un ponticello, si giunge all’imbocco della stradicciola che verso destra conduce a San Giovanni. Giunti sulla piazza del borgo vi proponiamo subito la visita al piccolo Museo degli Strumenti Nautici che conserva un’eccezionale raccolta di marchingegni, alcuni risalenti al ’settecento. A questo punto è possibile iniziare il ritorno ma lungo il tragitto vi proponiamo una breve deviazione. Prima di Loppia, la strada lambisce sulla destra la minuscola piazza di Guggiate, con la chiesetta di Sant Andrea. Dalla piazzetta, si raggiunge in breve il magnifico portale granitico che segna l’accesso alla vecchia Villa Ciceri, grande edificio settecentesco con annessa filanda. Una salita con ben 194 gradini inizia poco prima del portale e permette di salire da Guggiate a Suira da dove potrete ammirare dall’alto il territorio circostante.
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