DOSSO BELLO 2100 m
Introduzione Percorso
|
Scheda
[Su]
Periodo consigliato:
da gennaio a marzo
Dislivello:
1100 m
Tempo di salita:
3-4 ore
Difficoltà:
BSA
Punto di partenza:
Percorrere la "SS 340 d" della sponda occidentale del Lario fino a Gravedona, ove, sulla sinistra, si stacca la deviazione per Livo e Dosso di Liro. Percorrere la carrozzabile per 4.4 km, fino ad un bivio. Seguendo l’indicazione per Dosso di Liro, prendere a sinistra e, trascurata un’invitante deviazione rettilinea, entrare in paese. Oltrepassata la piazzetta con monumento, ci si infila fra le case e si prosegue per una strada che, con molti tornanti, si inerpica nel paese e poi prosegue quasi pianeggiante. Al termine dell’asfalto si incontra un primo tratto sterrato e quindi una lunga corsia in cemento che porta a lambire una cappelletta poco oltre la quale si trova un tornante con bivio. Prendere a destra e, di nuovo su sterrato, raggiungere il termine della carrozzabile (Km 10.9; parcheggio; 990 m c.).
Bibliografia:
Miotti G. e Selvetti C. "282 itinerari di scialpinismo fra alto Lario ed Engadina" - Guide dalle Guide 1998
Guide e carte:
Kompass 1:50.000 n° 92 "Chiavenna-V. Bregaglia
"
CNS 1.50.000 n° 277 "Roveredo
"
Esposizione:
S
ingrandisci la cartina
Introduzione [Su]
In ogni stagione le montagne che dominano il versante destro idrografico del Lario settentrionale, riescono a richiamare l’attenzione anche dei più distratti. Forse è per quella loro lontananza apparente, per quello strano senso di immobilità che comunicano, reso ancor più accentuato dall’elemento liquido che sta ai loro piedi. È la presenza del lago che, determinando un così netto stacco fra la dimensione orizzontale e quella verticale, le rende più imponenti e grandiose.
Guardando queste cime dalla sponda opposta del lago balza subito evidente una loro peculiarità e cioè l’assenza di ogni tipo di vegetazione arborea al di sopra dei 1000 m di altitudine. Ci troviamo al limite meridionale della catena Mesolcina, stretta fra le due grandi direttrici Nord-Sud della Val Mesolcina e della Valchiavenna. I venti non trovano ostacoli alla
loro corsa e, in particolare da Nord, scendono liberi, portando rigide temperature polari. Questo settore montuoso parte all’altezza della Valle di Menaggio al cui imbocco meridionale si innalza il grandioso Monte Tremezzo, cui si contrappone il vicino Bregagno, sull’opposto versante. Cima veramente
imponente, forse anche per quel suo lungo crestone che si allunga da Sud a Nord, dal Monte Grona alla vetta principale. E più in su ancora, sopra Gravedona e Gera Lario dove iniziano la Val del Dosso e la complessa Valle di Livo, ecco altre cime dai nudi crinali erbosi; ancor più remoti chiudono lo scenari della cresta spartiacque Mesolcina con i loro dentellati profili, ad accentuare ancor più quel senso di lontananza e solitudine che avvolge il
massiccio.
Ma è d’inverno, o meglio, in certi inverni particolarmente nevosi, che gli spogli crinali del Bregagno, del Duria e del Sasso Canale, solo per citare alcuni dei monti principali, acquistano un ulteriore fascino. Quando la neve ricopre uniformemente le lunghe creste ecco affacciarsi una nuova e allettante suggestione: "chissà che magnifiche discese su quei crestoni bianchi e
senza piante; pendenti sì, ma non troppo; giusti per una fantastica sciata...". Ma fra tutte le "creste bianche", una si impone per bellezza ed eleganza: è la cresta del Dosso Bello, che sale con una duplice ondulazione da Dosso di Liro fino all’anticima orientale del Monte Duria. La salita, e la discesa, del Dosso Bello sono una delle più entusiasmanti gite sci alpinistiche di questi monti e non solo. Il Dosso domina centralmente la Valle del Liro; il percorso vero e proprio inizia da Prennaro, grosso agglomerato di baite sovrastante il centro abitato di Dosso di Liro. Il primo tratto del percorso passa una successione di altri nuclei di baite, progressivamente più piccoli, scanditi ad intervalli regolari lungo il panoramico
crinale. Segue una prima salita ripida e poi una lunga cresta sinuosa e pianeggiante, fino allo strappo finale, ripidissimo. In discesa questo tratto richiede un minimo di prudenza, specie con neve ghiacciata, ma si tratta di pochi metri, poi è tutta una danza.
|
Percorso
[Su]
Tagliando il ripido versante prativo un sentiero porta in breve alle case di Prennaro. Seguendo il ripidissimo crinale si tocca poi il soprastante agglomerato di Sortaiolo 1119 m oltre il quale il crestone perde pendenza e quasi orizzontale raggiunge una selletta poco oltre la quale si trovano le baite di Piaghedo. Si continua raggiungendo un altro piccolo gruppo di case e poi un affioramento roccioso mentre la pendenza torna nuovamente ad au-mentare e quasi senza cedimenti raggiunge la Quota 1689 m. Da qui il crinale diventa nuovamente pianeggiante e con bellissimo e panoramico percorso porta alla base dello strappo terminale. Gli ultimi trecento metri di dislivello si svolgono su un pendio ripido e ripidissimo negli ultimi metri che precedono il Dosso Bello. Una volta raggiunta la sommità (non è la q. 1979 riportata in CNS) è possibile proseguire per cresta di misto fino alla vetta
occidentale del Monte Duria 2264 m (non sciabile).
|
| |