Griante
la chiesa e il Sasso di San Martino
Introduzione Percorso
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Scheda
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Periodo consigliato:
tutto l’anno, più consigliabile in autunno ed inverno.
Dislivello:
220 m fino alla chiesa di S. Martino. 607 m fino alla cima del Sasso di San Martino.
Tempo di percorrenza:
45 minuti fino alla chiesa di San Martino; 2,30 ore fino alla cima del Sasso di San Martino.
Difficoltà:
T fino alla chiesa di San Martino; E da qui alla vetta del Sasso di San Martino.
Punto di partenza:
Griante 255 m; chiesa dei SS. Nabore e Felice oppure chiesa di S. Rocco. Griante si raggiunge percorrendo la SS340d (Strada Regina) della sponda occidentale del Lario fino a Cadenabbia (31 km circa da Como e 37 km circa da Colico). All’altezza di Cadenabbia si lascia la sponda del lago e la Strada Regina, compiendo una breve deviazione verso Ovest. Una stradina sale in breve alle case di Griante.
Bibliografia:
Mozzanica I. "Itinerari tra Lario e Ceresio" Edizioni Electa; Milano 2000.
Guide e carte:
CNS 1:50.000 "Menaggio" Carta Escursionistica Kompass 1:50.000 n°91 "Lago di Como-Lago di Lugano"
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Introduzione [Su]
Griante sorge poco più in alto delle sponde lariane e ai turisti sono più note le sue frazioni rivierasche, Cadenabbia e Maiolica ove sorgono magnifiche ville e alberghi, fra cui l’incomparabile Villa Carlotta con il suo splendido giardino botanico. Prolungamento naturale del borgo di Tremezzo che si trova poco a Sud, Griante gode di una posizione ottimale e riparata. Secondo alcuni anche l’origine del toponimo richiama tale condizione: "Griant-tir" in celtico significa terra del sole. Il piccolo paese conserva ancor oggi l’impianto urbanistico del tardo Medio evo, epoca in cui ebbe notevole importanza. Ma fu nell’800 che Griante conobbe il suo massimo splendore. Negli alberghi in riva al lago soggiornarono ospiti illustri come la Regina Vittoria d’Inghilterra, l’imperatore Guglielmo II, l’arciduca Nicola Romanov, il duca di Windsor. Nella frazione di Maiolica sorge invece la villa della famiglia Ricordi, ove pare che Giuseppe Verdi abbia trovato ispirazione per scrivere La Traviata. Da allora gli inglesi sono rimasti affezionati ospiti di Griante tanto che in loro omaggio fu anche costruita a Cadenabbia una chiesa di rito anglicano. Ancor oggi, aggirandosi sui sentieri o fra le strette vie di queste frazioni non sarà infrequente imbattersi in numerosi turisti britannici. Anche il cancelliere tedesco Konrad Adenauer soleva trascorrere a Griante lunghi periodi di "vacanza", ospite di Villa La Collina che divenne una sorta di "cancelleria minore" dove lo statista, coadiuvato il suo staff, non dimenticava i suoi impegni di governo verso la Germania. Oggi la villa ospita la "Fondazione Adenauer". Una serie di targhette, con la scritta, "passeggiata Adenauer", poste sui muri della stretta via che corre nel paese, ricorda il rilassante percorso seguito ogni giorno dal cancelliere della rinata Germania. La passeggiata arriva di fronte alla chiesa dei SS. Nabore e Felice. Poco oltre, prima del sottopasso che immette nel cuore del borgo antico, sulla sinistra una lapide ricorda che la casa ove è stata murata ospitò Achille Ratti, Papa Pio XI, durante le sue vacanze estive, dal 1889 al 1915.
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Percorso [Su]
Dalla chiesa dei SS. Nabore e Felice si dirige verso Nord percorrendo la stradina che, tramite in un passaggio coperto, porta nel paese di Griante. Si prosegue lungo la stretta stradina raggiungendo poco dopo la chiesetta di San Rocco, da dove è ben visibile la rupe del San Martino con la chiesa omonima. Seguendo le indicazioni si percorre brevemente una strada asfaltata e poi la si abbandona per scendere a destra verso il ponticello che permette di traversare il torrente dei Ronconi. Sulla sponda opposta inizia la salita che si svolge comodissima su una larga mulattiera acciottolata scandita ad ogni tornante da una cappellina della Via Crucis. Dopo qualche tornante si lambisce una piccola cappella commemorativa del locale gruppo Alpini, che sorge in corrispondenza di un tornante. La camminata prosegue agevolissima e poco dopo la Cappella degli Alpini si esce dalla frescura del bosco e ad un bivio si prende a destra, lasciando nella direzione opposta la diramazione per le Forcolette. Da qui inizia un lungo tratto a mezza costa molto panoramico che, oltrepassato un valloncello, porta alla recinzione che circonda il poggio erboso ombreggiato dalle piante, su cui sorge la chiesa di San Martino. La vegetazione d’alto fusto nasconde un poco la visuale verso Nord, che invece è ampia e aperta verso Sud, sulla Punta di Bellagio, che segna la ramificazione del Lario. La bella chiesetta, nota anche come santuario della Madonna delle Grazie, risale al XVI secolo e fu ampliata nel seicento e nel settecento, periodo in cui fu aggiunto il portichetto dell’ingresso. Origine e denominazione sono legati al ritrovamento in questo luogo di una statua della Madonna, probabilmente nascosta in un anfratto roccioso da un abitante locale, per sottrarla alla furia iconoclasta dei calvinisti grigioni, che qui imperversarono nel 1523. Numerosi fedeli e turisti, in particolare la quarta domenica di ottobre, nelle ricorrenza di San Martino, visitano questo magnifico santuario e la statua che conserva. Abbandonata la chiesa riprendiamo la nostra passeggiata percorrendo a ritroso il sentiero di accesso. Dopo poche centinaia di metri, riattraversato il valloncello sopra descritto, si nota una traccia che si stacca sulla destra per procedere a mezza costa nei prati. Il facile sentierino lambisce a valle una cascina e poco più avanti si immette nel sentiero che sale alle Forcolette. Dapprima piacevolmente ombreggiato da betulle e faggi, il sentiero avanza con ampi tornanti, facendoci guadagnare quota quasi senza fatica. La salita ci porta all’inizio di un lungo tratto che incide a zig zag i ripidi prati, allo scoperto dalla vegetazione d’alto fusto. Numerosi tornanti si succedono ma il procedere resta assai agevole; una sorgente posta più o meno a metà percorso permette di ristorarsi e fare approvvigionamento d’acqua. Più in alto un lungo mezza costa verso Nord porta alle spalle di un torrione roccioso che segna l’inizio del valloncello adducente alle Forcolette. Da qui il percorso divine un po’ meno agevole, ma pur sempre facile: l’erosione del suolo e lo scorrere delle acque che hanno scelto il sentiero come loro letto, hanno un po’ rovinato il camminamento. Rientrati nel bosco si sale ancora qualche tornante fino a sbucare nel bel prato sottostante la sella delle Forcolette. Un grande faggio sorveglia la zona occupata, nella parte superiore della radura, da alcune baite. Raggiunte le case si lascia una deviazione sulla sinistra per procedere nella direzione opposta, passando fra gli edifici. Un’ultima salitina porta infine sul ciglio di un altro prato, posto proprio sulla sella delle Forcolette. La prosecuzione per la vicina vetta del Sasso di San Martino è un po’ mascherata dalla vegetazione, ma si ritrova facilmente: basta seguire a destra il margine del prato per reimmettersi subito nel bosco, dove compare la larga traccia di salita. Alcuni tornanti permettono di guadagnare quota e di raggiungere infine la vetta da dove si apre un magnifico panorama. Verso Nord si stende tutto il settore settentrionale del Lario e si scorgono le cime delle Alpi Retiche fra cui il Pizzo Badile, il Pizzo Cengalo, il Sasso Manduino. A Nord-est il lago è sorvegliato dalla bella piramide del Monte Legnone, mentre ad Ovest si può ammirare l’ampio solco della Valle di Menaggio e un tratto del Lago di Porlezza. Anche la vista verso Sud s’è fatta più estesa per abbracciare in pieno il promontorio di Menaggio, vertice settentrionale del Triangolo Lariano che culmina con il Monte San Primo. Più ad Est sulla sponda orientale si staglia invece il gruppo delle Grigne.
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