Monte San Primo


Introduzione     Percorso



Scheda [Su]


Periodo consigliato:

tutto l’anno ad eccezione di periodi di recenti e forti nevicate

Dislivello:

860 m

Tempo di percorrenza:

4-5 ore per compiere l’intero anello

Difficoltà:

E/EE

Punto di partenza:

Veleso 826 m. L’abitato si raggiunge da Como percorrendo la carrozzabile per Bellagio e poi deviando a destra all’altezza di Nesso per salire verso Zelbio ed il Piano del Tivano. Poco prima di Zelbio una deviazione a gomito sulla sinistra porta in breve al borgo.

Bibliografia:

Mozzanica I. "Itinerari nel Triangolo Lariano", Edizioni Electa; Milano 1999.

Guide e carte:

CNS 1:50.000 "Como" e "Menaggio"; Kompass 1:50.000 "Lecco-Val Brembana". Comunità Montana Triangolo Lariano "Carta dei Sentieri" scala 1:25.000 Edizione 2004.
ingrandisci la cartina
ingrandisci la cartina












Introduzione
[Su]

La gita che proponiamo è complessivamente facile, tuttavia, in alcuni tratti si svolge su terreno ripido, dove il sentiero lascia il posto ad una vaga traccia sul crinale. In questi punti sarebbe meglio camminare aiutandosi con dei bastoncini da sci e il percorso sarebbe da evitarsi in caso di terreno molto bagnato o con neve gelata. Al di là di questa avvertenza la salita al San Primo lungo l’itinerario descritto è quanto mai consigliabile soprattutto per il magnifico e lungo percorso sul crestone sommitale o Costa del San Primo, che dalla sella della Forcoletta porta in cima. Sulla sommità sorge una baracchetta dominata da una grande antenna nei cui pressi si trovano una croce ed un punto trigonometrico dell’Istituto Geografico Militare. Grazie alla sua posizione,. Essendo la maggiore elevazione del Triangolo Lariano, quel cuneo di terra che divide il Lago di Como in due rami, il Monte San Primo è la cima più panoramica di tutto il territorio fra Como e Lecco e dalla vetta si apre una vista sconfinata in ogni direzione. Partendo da Ovest, oltre la dorsale occidentale lariana ed il solco della Val d’Intelvi s’impone allo sguardo la biancheggiante sagoma del massiccio del Monte Rosa. Si tratta di un enorme grumo di montagne che superano i 4500 metri d altitudine e che si affacciano direttamente sulle pianure meridionali. Le sue pendici sono in gran parte ammantate da ghiacci eterni e la muraglia che ci si presenta è una delle più alte delle Alpi. Proseguendo verso destra, dopo una breve pausa s’innalzano le vette dello Strahlhorn 4190 m e del Rimpfischhorn 4198 m, poi l’Allalinhorn 4027 m, seguito dalla bianca e pianeggiante dorsale dell’Alphubel 4208 m. Poi ecco sfilare le vette del massiccio del Mischabel con la dentellata cresta che culmina con il Taschorn 4490 m, il Dom de Mischabel 4479 m ed il Lenzspitze 4295 m. Più in lontananza verso Nord-ovest inizia la scintillante teoria di vette glaciali dell’Oberland Bernese che iniziano con la potente sagoma del Breithorn 3782 m e proseguono con l’Aletschorn 4195 m, la Jungfrau 4158 m, il Monch 4099 m e il Fiescherhorn 4048 m per terminare con la splendida isolata piramide del Finsteraarhorn 4274 m, seguita ancora dal nodo del Lauteraarhorn 4042 m. In direzione Nord le Alpi perdono d’imponenza e lo sguardo è attratto soprattutto dal lungo solco del Lago di Como, che si spinge verso la Valchiavenna. La sfilata di cime riprende, anche se meno impressionante: ecco le vette della Val Masino con il Pizzo Badile ed il Pizzo Cengalo, alla cui destra, apparentemente separata dalla triangolare sagoma del Monte Legnone, è visibile la mole ghiacciata del Monte Disgrazia. Spostando lo sguardo verso Nord-est compaiono molte altre cime minori e meno appariscenti: sono le montagne orobiche fra cui s’indovina la sagoma del Pizzo dei Tre Signori. Più vincine a noi, verso Est, ecco le rocciose vette del Grignone e della Grignetta poi il Resegone e, verso Sud-est le tozze torri calcaree dei Corni di Canzo. Verso Sud inquadrata nell’alta Valle del Lambro si apre la Pianura Padana.



Percorso
[Su]

Entrati in Veleso si prende la strada che sfila a valle dell’abitato e poi con un tornante si porta verso il centro. Seguendo le indicazioni per il campo da tennis e il "Parco giochi bambini" si imbocca una stretta carrozzabile che si porta a monte dell’abitato e sfilando presso il campo da tennis giunge ad un parcheggio. Si prosegue a piedi verso sinistra imboccando una larga strada acciottolata al cui inizio si trova un cartellino escursionistico indicante l’itinerario per il Monte Colmenaccio. Si sale lungo la carrareccia e poco dopo un tornante si prende l’evidente mulattiera acciottolata che si diparte sulla sinistra e che più in alto si reimmette nella strada. Si prosegue agevolmente in leggera salita traversando la Valle Loarno e sfilando accanto alla Baita Miralario. Con suggestivo percorso al limite del bosco si lambiscono le baite dei Monti di Loarno e si giunge infine al piccolo agglomerato dei Monti di Erno 1050 m. Poco dopo le case la strada traversa una conca erbosa con un stagno sulla sinistra e una cappelletta. Prima che la carrozzabile riprenda a salire si nota sulla destra il cartello di legno dell’Azienda Agrituristica la Forcoletta. Si lascia allora la strada per imboccare il sentierino che sfila a sinistra del cartello e, dapprima al margine del bosco di betulle, poi per esso, risale la destra orografica del valloncello che sfocia sui Monti di Erno. La salita termina alla Forcoletta 1263 m, sella aperta fra il Monte Colmenaccio a sinistra e la prima delle elevazioni della Costa del Monte San Primo a destra. Ora per ripidissima traccia sull’erba si percorre il crinale (qualche bollo rosso) terminando questa faticosa scalata in vetta alla prima elevazione della cresta. Con percorso più agevole e traccia sempre evidente e sicura si prosegue la lunga cavalcata per cresta in direzione Sud-est. Si tratta di una lunga camminata che regala splendide vedute panoramiche a 360 gradi e che termina dopo aver oltrepassato due grossi ripetitori, sulla vetta del Monte San Primo. Dalla cima si scende ora direttamente lungo il ripido pendio del costone Sud-ovest che parte direttamente dalla vetta. Una debole traccia scende lungo l’erta china erbosa e dopo aver superato un caratteristico bianco blocco calcareo, porta a due evidenti alberi solitari che svettano in mezzo alla dorsale. La discesa prosegue sempre lungo la larga dorsale con tratti in cui la traccia si fa meno evidente. L’importante è comunque mantenere il filo di cresta, anche poco più in basso quando si entra in una faggeta e la pendenza diminuisce. Si percorre il bosco che più avanti è composto in prevalenza da betulle, poi dopo un tratto sul prato che lo bordeggia a sinistra, si giunge ad una evidente deviazione verso sinistra. Piuttosto che un sentiero, si tratta di un larghissimo camminamento quasi franoso che corre fra due recinzioni e che scende in breve alle case dei Monti di Là. Ora si segue verso destra la carrozzabile che qui giunge da Veleso e con suggestiva quanto piacevolissima passeggiata si ritorna al parcheggio ove abbiamo lasciato l’auto.