L’abbazia di San Benedetto in Val Perlana
Introduzione L’abbazia della Val Perlana
Percorso
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Scheda
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Periodo consigliato:
marzo-novembre
Dislivello:
600 m
Tempo di percorrenza:
2 ore per la salita, 1,30 ore per la discesa.
Difficoltà:
E
Punto di partenza:
Ossuccio; parte alta del paese, parcheggio presso il Bar-Trattoria "Riposa".
Guide e carte:
Eugen. E. Hüsler "Lago di Como" Rother Editori - Appiano (Bz) 1995.
CNS 1:50000 287 "Menaggio".
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Introduzione [Su]
Gita piuttosto breve e semplice che unisce agli spunti panoramici offerti dalle vedute sul Lario e alla natura selvaggia dei boschi, le testimonianze storiche e architettoniche espresse da una serie di importanti monumenti che hanno la loro gemma nell’antica chiesa romanica di San Benedetto, incastonata nel verde dei boschi di Val Perlana.
L’itinerario inizia nella parte alta del paese di Ossuccio e sale lungo la grandiosa Via Crucis che porta alla grande chiesa della Madonna del Soccorso, importante testimonianza dell’impegno che la Chiesa Cattolica profuse in questi luoghi, come in Valtellina e Valchiavenna, per opporsi alla minaccia r protestante della vicina Svizzera.
Oltre alla gita escursionistica consigliamo una visita ad Ossuccio alle sue antiche chiese romaniche di S. Giacomo (loc. Spurano) e di S. Maria Maddalena (loc. Ospedaletto) che sono ben visibili poiché lambite dalla Strada Regina. Nelle vicinanze meritano una visita anche l’Isola Comacina e la celebre Villa Balbianello importante monumento storico e architettonico oggi di proprietà del FAI Fondo per l’ambiente italiano.
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L’abbazia della Val Perlana
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L’abbazia romanica di S. Benedetto è un complesso monastico probabilmente fondato pochi anni prima del 1083, anno in cui viene menzionato per la prima volta dalle cronache. Sul finire del 1200 i benedettini abbandonarono questi edifici per trasferirsi a Sala Comacina e il complesso architettonico s’avviò verso un progressivo degrado che s’aggravò ulteriormente dopo il 1785, anno il cui il convento fu soppresso.
I primi restauri risalgono al 1958 e si sono concentrati principalmente sull’edificio della chiesa. Solo più di recente sono stati avviati i restauri di quel che rimaneva del cenobio che era stato adibito a casa colonica.
La chiesa è un mirabile esempio di romanico maturo, espressione di sobrietà e di eccellente armonia nelle linee pur asimmetriche del complesso. L’interno della chiesa è diviso in tre navate terminanti con altrettante absidi semicircolari e scandite da pilastri. Il possente torrione del campanile con grandi monofore sommitali, sorge nell’angolo destro dell’edificio.
Un tempo all’interno era conservata una antica acquasantiera monolitica dalle decorazioni floreali che purtroppo è stata rubata.
Il primo di maggio l’antica chiesa è sede di una festa tradizionale cui partecipano sempre numerosi fedeli.
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Percorso
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Abbandonata la Strada Regina si sale ad Ossuccio, lasciando l’auto ove più conveniente in uno dei piccoli parcheggi che man mano s’incontrano salendo verso la parte alta del paese. L’ultimo parcheggio si trova nei pressi della terza cappella della Via Crucis per la Madonna del Soccorso. Da questo punto si deve procedere a piedi percorrendo l’ampia e ripida strada acciottolata che, lambendo altre notevoli cappelle, raggiunge la Madonna del Soccorso il cui grandioso edificio s’impone alla nostra vista, lassù in alto, all’imbocco della Val Perlana.
Superata la chiesa si prosegue ancora per la ripida stradina che giunge infine su uno spalto prativo dove sorgono le case di Preda 520 m. Ora il sentiero si fa più dolce ed entra a mezza costa lungo la sponda destra idrografica della Val Perlana. Lasciati i prati si entra nel bosco che non ci abbandonerà più fino a San Benedetto. Inizialmente il percorso si svolge con un lungo mezza costa a cui seguono alcuni a saliscendi per concludersi con un’ultima salita che porta ad un piccolo maggengo nei cui pressi sorge il complesso monastico.
Per il ritorno consoliamo di percorrere la larga mulattiera che si svolge lungo l’opposto versante della valle. Da S. Benedetto si prende un sentiero che scende versi il torrente di fondovalle attraversandolo su un ponte per poi salire a raggiungere una larga mulattiera. Piegando a destra s’inizia la discesa lambendo qualche maggengo e attraversando alcuni ombrosi corsi d’acqua. Il percorso si svolge su un bell’acciottolato che termina solo presso l’abbazia di Acquafredda dove si riprende l’asfalto. Si scende per la strada asfaltata fino ad un evidente cartello segnaletico che indica a destra la possibilità di traversare il torrente Perlana su uno stretto ponte carrozzabile. Oltre il ponte s’incontra la prima delle grandi cappelle del Rosario da dove, verso destra si sale superando le altre cappellette successive e si torna all’auto.
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