Corno di Grao 1099 m e Monte Magnodeno 1241 m
fra Resegone e Grigne, nel cuore del territorio lecchese
Introduzione Percorso
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Scheda
[Su]
Periodo consigliato:
tutto l’anno tranne che in caso di forte innevamento.
Dislivello:
1000 m circa
Tempo di percorrenza:
4 ore andata e ritorno
Difficoltà:
E
Punto di partenza:
Maggianico è il primo rione di Lecco che s’incontra uscendo dalla cittadina lungo la Strada Statale per Bergamo. Lungo la carrozzabile si presti attenzione alla scritta indicante il Ristorante Nicolin (posta sulla destra in direzione Bergamo). Seguendo l’indicazione si lascia la Statale imboccando Via Armonia, che in breve porta in Piazza S. Andrea. Da qui a destra per un centinaio di metri fino alla chiesetta di San Rocco prima della quale, sulla sinistra, sale la via Alla Fonte, che tiene la sponda destra idrografica del piccolo torrente Cif. Fatte poche decine di metri si deve parcheggiare nei pressi del convento delle suore di Maria Bambina.
Bibliografia:
Ornella Gnecchi "Rifugi lecchesi - itinerari e storia" Casa Ed. Stefanoni; Lecco 1999.
Guide e carte:
CNS carta Naz. Svizzera 1:50.000 "Como" Carta Escursionistica Kompass 1:50.000 "Lago di Como Lago di Lugano".
Informazioni locali:
Ufficio Informazioni Turistiche Lecco Via Nazario Sauro, 6 - 23900 Lecco - Tel. +39 0341295720-721 - Fax +39 0341295730. Casa delle Guide Lecco-Valsassina-OrobieĀ Tel. e Fax +39 0341 980793.
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Introduzione [Su]
Poco dopo essere uscita dal Lario, l’Adda s’allarga ancora in due bacini minori, i laghi contigui di Garlate e di Olginate che occupano uno stretto corridoio stretto fra il Monte Barro ad Ovest e l’imponente Monte Magnodeno ad Est, meta della nostra gita. Si parte da fondovalle per affrontare oltre 1000 metri di dislivello fra selve e radure verdeggianti. L’ultimo tratto della salita si svolge su un magnifico e panoramico crinale, da dove la vista spazia a 360 gradi sul territorio circostante. Per questo motivo, considerando anche l’impegno richiesto, vi consigliamo di scegliere una giornata limpida e serena, senza foschia. Il percorso si svolge su sentiero ben marcato fino al Bivacco Mario Corti, piccolo ricovero ricavato da una vecchia cascina sul crinale del Corno di Grao. Da qui il cammino si fa un po’ più stretto ma non presenta mai difficoltà alcuna. Per la discesa abbiamo proposto una variante utilizzando il sentiero n°28 che scende ripido destreggiandosi fra le rupi che coronano il versante Ovest del Magnodeno per poi infilarsi nel bosco e raggiungere le case a monte di Maggianico.
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Percorso [Su]
Salire il tratto finale della via Alla Fonte al cui termine indicazioni a vernice non molto visibili segnalano le direzioni per i sentieri n° 28 e n° 29. Noi dobbiamo seguire quest’ultimo deviando quindi a destra e traversando il minuscolo torrente Cif per portarci sulla sua riva opposta. Poco più avanti abbandoniamo le limpide acque del Cif allontanandocene verso destra. Si sale ora nel bosco lasciano a destra una deviazione che segue il perimetro di una recinzione. In questo tratto ci sono numerose "piste" ma attenendosi a quella meglio marcata non si può sbagliare, anche se la segnaletica è scarsa. Ben presto giungiamo al cospetto di un cartello che indica la prosecuzione a destra per Piazzo, Camposecco, Magnodeno. Rassicurati, riprendiamo la salita nel fitto bosco e con una serie di ampi tornanti riusciamo infine alla magnifica ed ampia radura ombreggiata da grandi castagni, sul cui margine destro sorge il nucleo rurale del Piazzo (segnavia non molto evidenti a vernice con colori diversi: rossi, gialli, rosso-giallo, cerchi concentrici rossi e bianchi con numero in nero). Si traversano i prati verso la pendice del monte evitando di imboccare a destra il Sentiero Rotary (segnavia giallo-azzurro) e rientrando nel bosco. Da qui un altro breve tratto in salita porta alla radura ove sorge l’Osteria Camposecco, che si raggiunge con un ultimo diagonale verso destra. Deviando ora a sinistra e passando fra due piccole costruzioni si riprende il sentiero che rientra ancora fra le piante. Sempre evitando tracce meno marcate per attenersi a quella principale si piega a destra iniziando a percorrere un magnifico bosco che si risale con pochi, lunghi, implacabili diagonali scanditi da altrettanti tornanti. Un’ultima ripida salita porta infine sul crinale Sud del Corno di Grao ad una sorte di valico noto come Zappello della Culmine. Ora si deve piegare a destra lambendo a monte il vicinissimo baitello del Bivacco Corti. Il tracciato inizia a risalire verso la cima rocciosa del Corno di Grao con vedute sempre più aperte. Un lungo diagonale e poi una ripida salita fra erbe e roccette, portano infine sulla vetta dalla quale si potrà ammirare uno splendido panorama sui monti circostanti. Il percorso si attiene ora all’ampio e dolce crinale raggiungendo la croce che segna la posizione del Passo Tre Croci, toponimo difficile da spiegare visto che proprio non si tratta di un valico e che nessun sentiero, a parte il nostro, vi giunge. Si passa la costruzione di un roccolo e, poco dopo, facendo attenzione s’incontra l’imbocco del sentiero n° 28 che seguiremo in discesa (segnaletica poco evidente, cartello su una betulla). Dopo poche decine di metri si incontra un altro roccolo dalle pareti metalliche e simile quasi allo stadio di un razzo. Ci si abbassa poi leggermente per giungere alla base di una tondeggiante cimosa oltre la quale già svetta la cima del Magnodeno sormontata da una grande croce. Un comodo sentiero porta su questa prima cima da dove si piega a destra, aggirando le roccette sommitali per imboccare un canale che si risale con un tratto gradinato ed alcuni tornanti. Nei pressi della croce di vetta dove si trova anche una piastra metallica indicante i vari riferimenti panoramici, sorge il Bivacco ANA Monte Magnodeno. In discesa raggiunto il roccolo dalle pareti metalliche si procede per poche decine di metri finché sulla destra, molto mal segnalato, si incontra il bivio del sentiero n°28 (il cartello indicatore sulla betulla posta sul sentiero principale é leggibile solo nel senso di chi sale). Ci s’infila lungo questo sentiero che subito precipita ripido nel bosco e perde rapidamente quota. Non ci sono mai problemi di orientamento anche se la traccia a volte è ricoperta dal fogliame. Lasciando a destra un sentiero che porta al Piano dei Buoi e ad Erna, si prosegue la discesa lambendo la recinzione di una grande cava. Si trascura anche la deviazione a sinistra per la Sorgente di Cornamarcia, proseguendo la discesa diretta che dopo lunghissima camminata porta ad incrociare il Sentiero Rotary. Qui deviando a sinistra si tornerebbe alla radura del Piazzo. Proseguendo invece a destra si continua fra radure e boscaglia fino ad un bel torrentello che si traversa per poi abbassarsi lambendone le sponde. Siamo ormai in vista delle case di Maggianico, il sentiero arriva su una mulattiera, si prende ora a sinistra riattraversando il corso d’acqua. Arrivati alla prima dimora la si aggira dapprima scendendo a destra per una scalinata e poi risalendo a sinistra ancora per gradini. Si continua ora su una stradicciola che dopo lungo percorso semi pianeggiante ci riporta sulle rive del Torrente Cif al punto di partenza.
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