La scalata più celebre della Lombardia
Introduzione Percorso
Variante del "Passo (o saltino) del Gatto"
|
Scheda
[Su]
Periodo consigliato:
da maggio a novembre
Dislivello:
800 metri circa
Tempo di percorrenza:
2 ore per la salita alla Cresta Cermenati.
2,30 ore per la variante del Passo del Gatto
Difficoltà:
E per la Cresta Cermenati; EE/F per la variante del Passo del Gatto.
Punto di partenza:
Piani dei Resinelli. La località si raggiunge da Lecco salendo lungo la carrozzabile della Valsassina fino a Ballabio (6 km) da dove si imbocca a sinistra la deviazione che dopo 8 km giunge ai Resinelli. La strada termina in un grande piazzale parcheggio sulla cui destra si diparte un’altra carrozzabile. Si deve imboccare detta deviazione che dopo un tornante inizia a salire nella boscaglia fino ad un bivio. A sinistra il tracciato (chiuso da una sbarra) sale al Rifugio Carlo Porta, a destra si giunge invece al Rifugio S.E.M.-Cavalletti. In genere la sbarra della strada per il Rifugio Porta è aperta tuttavia l’accesso è proibito ai non autorizzati.
Bibliografia:
Pesci E. "Le Grigne". Collana Guida dei Monti d’Italia; Ed. C.A.I.-T.C.I. Milano 1998.
Guide e carte:
IGM 1:50.000 "Lecco"; CNS 1:50.000 n°297 "Como";
Kompass 1:50.000 "Lecco-Valle Brembana".
Attrezzatura
:
la variante del "Passo (o saltino) del Gatto" è attrezzata da catene metalliche. Richiede una certa prestanza fisica e si consigliano vivamente i più incerti di affrontarla muniti di imbragatura e di almeno un cordino con moschettone per assicurarsi alle catene durante i passaggi.
Ricordiamo che gli innumerevoli passaggi hanno reso le roccette lisce e scivolose: massima attenzione quindi in caso di terreno bagnato.
ingrandisci la cartina
Introduzione [Su]
Si tratta probabilmente della gita più famosa della Lombardia, quella che tutti gli escursionisti hanno fatto o hanno in progetto. E se per ogni sloveno è d’obbligo aver salito il Triglav, montagna nazionale, lo stesso si può dire per un lombardo in rapporto alla Grignetta.
Più che per la sua cima, la Grignetta è celebre per le fantastiche guglie che costellano alcuni i suoi versanti. Il Sigaro, la Lancia, il Fungo, la Mongolfiera, il Torrione Cinquantenario, l’Ago Teresita, la Guglia Angelina; fra le nebbie salenti dal Lago di Como forme meravigliose ed evanescenti compaiono e scompaiono ai nostri occhi. I profili di queste schegge rocciose che la natura ha scolpito nelle scabre rocce della Grignetta hanno spesso acceso la fantasia degli scalatori e spesso ne hanno suggerito il toponimo.
Su queste ardite formazioni, che alcuni hanno un po’ spegiativamente paragonato a "paracarri", si sono cimentate generazioni di scalatori che hanno sfidato il vuoto per raggiungere mete che potrebbero sembrare di scarsa importanza. Che cosa sono mai gli ottanta metri del Sigaro Dones in confronto ai milleduecento metri della parete Nord-Ovest del Civetta? Eppure fu anche grazie agli esercizi di ardimento affinati sui "paracarri della Grignetta" se molti grandi problemi alpinistici furono risolti. Nella palestra di roccia dell’alpinismo lombardo si sono formati scalatori di assoluta grandezza: Riccardo Cassin, Walter Bonatti, Carlo Mauri sono personaggi di cui, sicuramente, tutti una volta hanno sentito o letto.
|
Percorso
[Su]
Lasciata l’auto si percorre la carrozzabile che, in pochi minuti di cammino, adduce al Rifugio Porta. Da qui si imbocca il sentiero che s’inoltra nel "bosco Giulia", alle spalle del rifugio (segnavia n°7). Dopo poche decine di metri si giunge di fronte ad un’immagine sacra, il sentiero si porta a monte di essa per proseguire con alcuni tornanti nella faggeta. Un’ultima diagonale a sinistra porta in un valloncello detritico dove si trova un altro segnavia. Dopo alcuni tornanti si traversa una roccetta, facilitati da una catena e si continua con numerosi tornanti guadagnando rapidamente quota.
Sulla destra si avvicinano i profili rocciosi dei Torrioni Magnaghi che protendono verso i Resinelli una grande prua calcarea, a sinistra si cominciano ad intravedere le guglie del versante meridionale della Cresta Segantini. Il sentiero procede detritico, con qualche salto di roccette, intagliato nella cotica erbosa che riveste il crestone. Questa monotona ginnastica ha una breve pausa quando si giunge in corrispondenza del cartello che indica a destra la deviazione del sentiero n°3, che noi abbiamo chiamato "Variante del Passo del Gatto". La via normale continua invece a monte del cartello con un’altra sequenza di ripidi e faticosi tornanti che percorre il crestone, mentre, a sinistra, si approfondisce il solco del Canalone Caimi. Più in alto il crinale si riunisce con la cresta che delimita a sinistra il Canalone Caimi e la salita prosegue mentre ci si avvicina alle rocce sommitali e da sinistra si immette il "Sentiero Cecilia" (segnavia n°10). Si entra ora nel largo canalone roccioso che precede la cima e al suo termine, grazie ad un breve tratto attrezzato con catene, si guadagna la cresta che porta alla cima dove sorge il metallico igloo del Bivacco Ferrario.
|
Variante del "Passo (o saltino) del Gatto"
[Su]
Dal cartello sopra citato si imbocca verso destra il sentiero n°3 che taglia in piano il ripido versante erboso della Cresta Cermenati, avvicinandosi ai Torrioni Magnaghi. Dopo un lungo tratto ci si abbassa leggermente entrando nel solco del Canalone Porta e nel roccioso ambiente tipico delle Grigne. Con alcuni semplici passaggi su cenge e roccette, si traversa il canale e si scavalca il suo versante opposto sbucando ai piedi dei Torrioni Magnaghi. Con facile progressione su terreno sassoso e roccette, si lambisce una piazzola costruita per facilitare l’atterraggio dell’elicottero usato in caso di soccorso e si giunge alla Bocchetta dei Prati, che si apre sui detritici pendii situati ad oriente dei Magnaghi. Si riprende a salire più direttamente, costeggiando la parete Est dei Magnaghi e, dopo questa divertente, ma faticosa, ginnastica, un ultimo tratto di sentiero porta sul crinale della Cresta Sinigaglia. Ora si percorre il sentiero di cresta verso sinistra raggiungendo un saltino roccioso che, verso destra, entra in un ripido canale che precipita verso Nord. Una catena consente di superare agevolmente questo passaggio noto come "Passo (o saltino) del Gatto" e di percorrere gli ultimi metri del canale per sbucare allo stretto intaglio che separa i Magnaghi dal corpo della Grignetta. Poco dopo si raggiunge la Bocchetta dei Venti e per cresta si sale fino ad un nuovo tratto roccioso che si supera facilitati da una serie di catene. Al termine della salita si ridiscende brevemente per facili roccette, sempre attrezzate da catene, raggiungendo un intaglio da dove percorrendo alcune compatte paretine, rese "domestiche" dalla presenza di altre catene, si raggiunge infine la vetta.
|
| |