Grignone


Le Grigne      Percorso



Scheda [Su]


Periodo consigliato:

giugno-novembre (le creste del Grignone sono percorribili spesso anche nella stagione invernale ma richiedono esperienza e attrezzature adatte)

Dislivello:

943 metri

Tempo di percorrenza:

3 ore per l’intero percorso

Difficoltà:

EE

Punto di partenza:

Parcheggio auto in fondo alla Val di Cino, poco oltre il Passo di Cainallo. La località si raggiunge in due modi: a)percorrendo la carrozzabile Varenna-Esino e proseguendo da qui verso il Passo di Agueglio e Cortenova. Poco oltre Esino s’incontra un bivio la cui diramazione destra, dopo aver lambito alcuni edifici, fra cui il Rifugio-Albergo Cainallo, porta al Passo di Cainallo. Da qui ancora una serie di curve ed eccoci al termine della strada e all’inizio della passeggiata (Km 20 circa da Varenna). b)dalla Valsassina, raggiunto l’abitato di Cortenova si sale verso il Passo di Agueglio ed Esino, scavalcato il crestone dei Pizzi di Parlasco ci si affaccia sul lago e si prosegue a mezza costa fino a bivio che a destra porta ad Esino e a sinistra al Cainallo (km 20 circa da Cortenova).

Guide e carte:

IGM 1:50.000 "Lecco" Carta Escursionistica Kompass 1:50.000 n°91 "Lago di Como-Lago di Lugano" Pesci E. "Le Grigne" Collana Guida dei Monti d’Italia edizioni CAI-TCI; Milano 1998.

Informazioni locali:

APT Lecco Tel. 0341-369390 Rifugio Arnaldo Bogani aperto da giugno a settembre Tel. 0368-35.27.021 Rifugio Brioschi aperto tutto l’anno Tel. 0341-91.04.98
ingrandisci la cartina
ingrandisci la cartina












Le Grigne
[Su]

Per alcuni estremo limite occidentale delle Alpi Orobie, per altri parte integrante delle Prealpi comasche, il massiccio delle Grigne è una delle mete alpinistiche più frequentate della Lombardia. Poco evidente se osservato da Nord, il complesso montuoso della Grignetta o Grigna meridionale e del Grignone, Grigna settentrionale, assume invece una notevole imponenza se lo si osserva dalla Brianza. Il fascino esercitato da queste cime dirupate che si affacciano sul Lario influenzò anche illustri personaggi, primi fra tutti Leonardo da Vinci e Francesco Petrarca. Transitato per la Valsassina, Leonardo si recò presso l’Alpe di Moncodeno a visitare la "ghiacciaia di Moncodeno" e della montagna soprastante, il nostro Grignone, così scrisse "la grignia e piu alta montagnia chabbi questi paesi ed e pelata". Verso la fine dell’800, col progressivo diffondersi dell’Alpinismo le Grigne divennero una delle mete privilegiate dagli alpinisti di Milano che, grazie anche alla relativa facilità di accesso, non perdevano occasione di cimentarsi nella ricerca di nuovi percorsi che portassero in vetta. Per favorire l’attività dei soci e di tutti gli amanti della montagna, la Sezione di Milano del C.A.I. promosse la costruzione di una serie di rifugi. Nel 1881, primo rifugio della Sezione del C.A.I. Milano e uno dei primi sulle nostre montagne, nasceva la Capanna Moncodine, costruita più o meno dove oggi sorge il Rifugio Bogani e poi distrutto da una slavina nel 1896. 1886 fu eretta la Capanna Releccio, oggi meglio nota come Bietti, nel 1895, proprio sulla vetta del Grignone sorse la "Capanna Grigna vetta", oggi Rifugio Brioschi, nel 1906 sorse la Capanna Rosalba.



Percorso
[Su]

Lasciata l’auto nel parcheggio al termine della carrozzabile, ci si avvia verso la vicina cresta spartiacque salendo un prato ormai drenato dalle numerose tracce di passaggio. Seguendo le segnalazioni del sentiero n°25, si entra in un bel bosco di faggi e si sale con qualche tornante lasciando a destra la traccia che sale al Monte Croce. Scavalcato il crinale si prosegue ora percorrendo con parecchi su e giù la testata della Valle dei Molini. Con interessanti viste sulle strutture rocciose circostanti si marcia ancora facilmente fino ad un bivio da dove, verso destra si stacca il sentiero n° 24 per il Rifugio Bietti. Noi procediamo a sinistra e poco dopo iniziamo a perdere quota per traversare la "frana delle Lavine". Al termine di questo impressionate tratto, dominato da un’alta parete rocciosa, si riprende a salire nel bosco giungendo nei pressi di un cartello ove da sinistra giunge il sentiero della Valle dei Molini. Da qui si diparte anche la traccia che conduce in una decina di minuti verso la "ghiacciaia di Moncodeno". La salita prosegue verso destra e poco dopo porta sui pascoli dell’Alpe di Moncodeno. Ora con una piacevolissima passeggiata nel rado bosco di larici si prosegue arrivando ben presto al Rifugio Bogani. Da qui si seguono le indicazioni per il Rifugio Brioschi e la Grigna settentrionale. Si può continuare lungo il frequentatissimo sentiero n° 25, "Via della ganda", oppure si può percorrere la variante che vi suggeriamo a parte. Il tracciato n° 25 è sempre ben segnalato e dal rifugio rimonta dapprima alcuni dossi nel bosco sempre più rado. Poi devia notevolmente verso destra e risale una brulla e scabra elevazione tondeggiante su cui sorge una Madonnina. Per tracciato sempre evidente ci si avvicina alle pendici nord-orientali della cresta di Piancaformia. Con lenta salita diagonale si continua seguendo il roccioso piede della cresta superando alcuni semplici passaggi su rocce il più difficile dei quali è facilitato da una corda fissa metallica. Oltre questo tratto il sentiero si fa più monotono e faticoso poiché si svolge su terreno detritico. Puntando verso Sud-est si raggiungono le rocce sommitali fra le quali ci si destreggia con alcuni tornanti raggiungendo la base di una canale roccioso. Una catena permette di risalire verso destra le placche di fondo del canale per giungere al termine della Cresta di Piancaformia, a pochi passi dal Rifugio Brioschi e della sua cappelletta.