Monte Barro


Introduzione     L’Eremo del Monte Barro ed il Centro visitatori del Parco      Le fortificazioni e l’insediamento goto dei Piani di Barra



Scheda [Su]


Periodo consigliato:

tutto l’anno

Dislivello:

itinerario escursionistico o automobilistico con qualche breve tratto a piedi

Tempo di percorrenza:

1 ore circa a piedi

Difficoltà:

T

Punto di partenza:

parcheggio sulla strada Galbiate-Eremo del Monte Barro.

Accesso:

Galbiate 401 m

Guide e carte:

AA.VV. Vivibrianza volume 2 "Il Monte Barro e il San Genesio". Bellavite Editore - Missaglia 1997. Carta Nazionale della Svizzera 1:50.000 n. 297 "Como" Carta Escursionistica Kompass 1:50.000 " n. 91 "Lago di Como-Lago di Lugano"
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Introduzione
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Il percorso verso il Monte Barro può essere effettuato a piedi partendo dal parcheggio auto in località Fornaci ove sulla destra dalla strada asfaltata si trovano un paio di piccoli massi erratici. Traversato il nastro d’asfalto s’imbocca la larga mulattiera che sale nel bosco. Siamo sulla strada che, prima della carrozzabile, costituiva il collegamento fra Galbiate e l’Eremo situato poco sotto la vetta del Monte Barro. Con belle vedute sulla Brianza ed i suoi laghi sale lambendo antichi muri di pietra a secco costituiti i resti delle fortificazioni qui erette dai Goti. Seguendo i cartelli indicanti la vetta del Barro si sale fin sotto le mura dell’Eremo e, oltrepassata una cappelletta si giunge all’ingresso. Una vota sul piazzale dell’Eremo si segue la strada che con un paio di tornanti sale nel magnifico parco ombreggiato da faggi e tigli secolari. Qui sulla destra parte il Sentiero Botanico del Barro che con una serie di ripidi e stretti tornanti gradinati sale lungo un crinale con roccette affioranti. Tutto il percorso è disseminato di cartellini indicanti la posizione dei vari tipi di flora presenti sulla montagna. Al termine della salita si lambisce l’edificio di un’antenna e si scende brevemente andando ad immettersi sul sentiero principale che adduce alla vetta. Il tracciato pur essendo a tratti faticoso non è mai difficile, e porta alla Sella dei Trovanti da dove la salita prosegue ancora ripida lungo una sorta di solco d’erosione scavato sia dagli agenti atmosferici, sia dai numerosi escursionisti che quasi ogni giorno arrivano in vetta al Barro. Fra altri gradoni calcarei e blocchi erosi si giunge infine alla croce sommitale dove si può godere uno dei panorami più belli delle prealpi.



L’Eremo del Monte Barro ed il Centro visitatori del Parco
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L’odierno edificio sorge nei pressi di un presidio romano in seguito riutilizzato, per la sua posizione strategica, dagli ostrogoti e dai longobardi. Un’altra postazione difensiva fu eretta nel Medioevo dagli Sforza, ma fu demolita nel 1507 dalle truppe francesi. In questo stesso secolo presso la chiesetta pre longobarda di San Vittore sorse un convento di frati francescani che nel 1533 passò ai Riformati. Dopo essere stato abbandonato dai religiosi nel 1824 alla fine del secolo la costruzione divenne proprietà del comune di Galbiate, che promosse la trasformazione dell’edificio nel Grande Albergo Monte Barro. L’albergo funzionò dal 1889 al 1927, per poi essere adibito a sanatorio fino al 1968. Oggi l’Eremo è proprietà dell’Ente Parco, che si sta occupando della riconversione e parziale demolizione delle strutture non originali. Dell’antico convento rimane intatta solo la chiesa di Santa Maria al Monte Barro, che sorge sopra la chiesa di San Vittore e che dal 1912 è monumento di interesse nazionale. Attorno alla metà del XIII secolo la chiesa fu ampliata, e dedicata a Santa Maria. L’edificio, la cui architettura è un mirabile sunto ed esempio artistico esempio della filosofia francescana, ha una navata unica, divisa in tre campate da archi ogivali. All’interno sono conservati affreschi risalenti ai secoli XVI, XVII e XVIII. Particolarmente interessante è l’altare maggiore, opera lignea del ’600 unica in tutta la zona. andiamo a dare un’occhiata al centro visitatori qui istituito dal "Parco Regionale del Monte Barro" dove avremo modo di integrare le nostre conoscenze col materiale messo a disposizione del pubblico. Il Centro del Parco ospita anche un Laboratorio Ecologico Didattico di alcune sale-studio, di un bar-ristorante e di una foresteria con 50 posti letto.



Le fortificazioni e l’insediamento goto dei Piani di Barra
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Il sito è situato su un apia terrazza affacciata sul Lago di Annone, in posizione dominante e strategica a guardia della strettoia formata dal Monte Barro e la costiera Cornizzolo-Moregallo, oggi occupata in buona parte dall’abitato di Valmadrera. La morfologia del territorio ha fatto escludere che l’insediamento, risalente al V secolo, potesse essere di tipo agricolo. Fra i ruderi spicca il "grande edificio" che probabilmente era sede di comando del fortilizio. Interessanti pannelli descrittivi si trovano nei pressi delle varie costruzioni. Avremo così modo di conoscere le varie tipologie costruttive, la planimetria dell’insediamento, il tipo di alimentazione della popolazione locale, il modo di sfruttamento delle risorse del bosco e del territorio in generale. Castagne, orzo, avena, segale, erano le principali fonti di sostentamento alimentare. Ai vegetali si aggiungeva il consumo di carne derivata dalla macellazione di suini, ovini, caprini. La vicinanza del lago rendeva possibile anche l’integrazione della dieta con pesce ed avifauna palustre. I reperti venuti alla luce duranti gli scavi, bicchieri di vetro, oggetti metallici fra i quali una bella corona pensile di bronzo, simbolo di potere e regalità, sono conservati nel Museo "Giovio" a Como