Salita al Monte Resegone
la montagna dei Lombardi
Introduzione Percorso
La ferrata del Cinquantenario
|
Scheda
[Su]
Periodo consigliato:
da maggio a ottobre.
Dislivello:
1200 m c.
Tempo di percorrenza:
3-4 ore ore
Difficoltà:
E
Punto di partenza:
Stazione di partenza della funiva per i Piani d’Erna.
Bibliografia:
Gnecchi O. "Rifugi Lecchesi" vol 2. Casa Ed. Stefanoni Lecco 1999.
Sala A. "Il Resegone". Bellavite Editore in Missaglia. Missaglia 2002.
Guide e carte:
Kompass 1:50.000 n°105 "Lecco-Valbrembana"
Carta IGM 1:50.000 "Lecco"
ingrandisci la cartina
Introduzione [Su]
L’itinerario si svolge in buona parte su mulattiere acciottolate e sentieri che solo nel finale si fanno erti. All’inizio l’ambiente è assai rilassante svolgendosi nel verde dei prati e dei boschi sottostanti le bastionate del Resegone. Lasciato il rifugio Stoppani si entra gradualmente in un nuovo mondo alpestre, caratterizzato dalle incombenti torri rocciose e dai selvaggi canaloni. Traversata la profonda Val Comera si percorre infine il panoramico ed erboso terrazzo del Pian Serrada che prelude al passaggio più impegnativo della salita, un breve tratto attrezzato, che ci deposita nel Canalone di Val Negra tramite il quale si arriva in cima. Poco sotto la vetta si trova il rifugio Azioni, uno dei più vecchi del territorio. Il primo manufatto fu un baitello che nei primi anni del ’900, l’ingegner Enrico Daina di Valtorta, fece rimettere in sesto per dar riparo agli escursionisti. Nel 1923, alla morte del Daina, il rifugio fu acquistato dalla SEL (Società Escursionisti Lecchesi) ai famigliari dell’ingegnere che lo cedettero a condizione che mantenesse nel nome il ricordo di chi per primo lo volle. Il costante aumento degli escursionisti obbligò a diversi ampliamenti ma, durante la Seconda Guerra Mondiale, l’edificio fu distrutto dai tedeschi durante un’azione di rastrellamento per impedire che fosse base per le truppe partigiane. Al termine del conflitto il Daina rinacque sempre per opera della SEL, ma in posizione leggermente diversa dalla precedente. Poco dopo, col consenso della famiglia Daina, il rifugio fu dedicato a Luigi Azzoni, valente consigliere della SEL. Nel 1965 venne annesso il piccolo locale del Bivacco Lecco che doveva fungere da ricovero d’emergenza quando il rifugio era chiuso.
|
Percorso
[Su]
Da Lecco si imbocca la carrozzabile che conduce alla frazione di Versasio ed alla Funivia Piani d’Erna. Detta carrozzabile inizia più precisamente nei pressi del semaforo all’incrocio fra Corso Promessi Sposi e Viale Monte Grappa. Da qui seguendo le indicazioni si sale con numerosi tornanti lasciando a sinistra la deviazione per Versasio (3,7 km dal semaforo) ed arrivando al piazzale di partenza della Funivia Piani d’Erna (4,5 km dal semaforo). Lasciata l’auto si scende nel valloncello alle spalle dell’impianto si segue verso destra una strada asfaltata per poi imboccare poco dopo la mulattiera che, verso sinistra sale verso il rifugio Stoppani (sentiero n°1). Si percorre detto tracciato in direzione Sud-est e con lenta diagonale in ambiente aperto e panoramico si giunge al bivio dove verso destra si diparte la variante 1a del sentiero. Noi si devia invece a sinistra passando per le cascine di Costa e poco dopo ecco il rifugio Antonio Stoppani dominato dalle pareti del Pizzo d’Erna e dalle torri del Resegone (circa 40 minuti dalla partenza). Da qui sempre lungo il sentiero n°1 si prosegue passando accanto alla sorgente dei "Cop", e poco dopo con un tratto pianeggiante si raggiunge e attraversa il torrentello generato dalle acque provenienti dalla Bocca d’Erna e dal Canalone di Bobbio che a loro volta confluiscono nella Val Comera. La salita riprende, si ignora la deviazione del sentiero n° 6 che a destra porta al Passo del Fo, e si prosegue giungendo al Piano Fieno da dove, verso sinistra si diramano il sentiero per i Piani d’Erna, e, sulla destra, un altro tracciato che porta al Passo del Fo. Trascurate queste deviazioni si sale invece fino ad un ghiaione che si attraversa. Poco dopo si incontra il sentiero n° 5 proveniente da Erna e si arriva al Crocifisso del Piano della Beduletta. Il cammino prosegue su lastroni inclinati verso la Val Comera, la attraversa e risale una ripida dorsale che porta al Pian Serrada. Traversata in falso piano questa zona ci si porta alla base della cresta che facilmente adduce al Passo della Sibretta da dove un tratto di catena, permette di raggiungere in sicurezza il Canalone di Val Negra. Si continua fino ad incontrare il sentiero n° 11 e in breve si giunge al rifugio Azzoni.
|
La ferrata del Cinquantenario
[Su]
Un altro modo più "alpinistico" per arrivare in vetta al Resegone consiste nel salire al Pian Serrada o Piano Daina percorrendo la breve via ferrata del Cinquantenario che consente di superare la bastionata rocciosa che piomba sul Passo del Fo.
Si tratta di un percorso non scevro di qualche difficoltà, che va affrontato con l’attrezzatura adeguata e quindi con il set da via ferrata ed il casco. Inoltre poichè si svolge in gran parte dentro una profonda spaccatura è consigliabile evitarne la percorrenza ad inizio stagione quando magari vi si trova ancora neve, e durante giornate piovose.
La via del Cinquantenario è stata attrezzata dai soci del CAI Monza nel 1963 ed è una delle più frequentate della zona anche per la sua difficoltà non eccessiva. Anche per questo motivo consigliamo la massima attenzione durante la salita per evitare possibili cadute di pietre. Il tratto "ferrato" supera un dislivello di circa 150 metri e per la sua percorrenza occorre circa mezz’ora, La partenza dell’itinerario si raggiunge seguendo l’itinerario normale di salita al Resegone decritto nella scheda apposita (sentiero n° 1) per staccarsene dopo il rifugio Stoppani e prendere il sentiero n° 6 che adduce al Passo del Fo. Da qui si devia a sinistra (Nord) percorrendo per breve tratto di sentiero che poi piega a destra e ripidamente porta ai piedi della bastionata che sostiene il Pian Serrada.
Il tratto difficile ed attrezzato inizia in corrispondenza di una grande spaccatura che incide la parete e localmente è nota come (Canalone CAI). Inizialmente la salita entro la spaccatura è abbastanza agevole
E consente di superare una serie di risalti attrezzati con scale metalliche. Questo tratto termina in una canale ingombro di detriti che richiede la nostra massima attenzione per evitare di scaricare qualche pietra su eventuali salitori sottostanti.
Il canalino termina sul grande spalto erboso del Pian Serrada e lo sguardo torna a spaziare libero sui monti del Lecchese. Grazie ad un sentierino si rimonta direttamente il pendio sino ad incontrare il sentiero n. 1 che conduce al rifugio Azzoni.
Per la discesa consigliamo di seguire il sentiero n° 1
|
| |