Ai piedi del Sasso Cavallo
salita al rifugio Elisa 1515 m
Introduzione Riccardo Cassin e Nino Oppio due "alpinismi" sul Sasso Cavallo Percorso
|
Scheda
[Su]
Periodo consigliato:
in generale tutto l’anno. Si ricorda però che in inverni particolarmente nevosi la salita può diventare una piccola impresa e quindi da affrontare con le debite precauzioni, bene allenati ed equipaggiati.
Dislivello:
1124 m
Tempo di percorrenza:
3 ore per la sola salita
Difficoltà:
E
Punto di partenza:
Rongio 409 m, piccola frazione a monte di Mandello del Lario, posta all’ingresso della sinistra orografica della Val Méria
Bibliografia:
Gnecchi Ornella, "Rifugi lecchesi - itinerari e storia" vol. 1. Casa Ed. Stefanoni Lecco 1999. Pesci Eugenio, "Le Grigne" Collana Guida dei Monti d’ Italia Ed. CAI-TCI Milano 1998
Guide e carte:
CNS 1:50.000 Kompass 1:50.000 n° 105 "Lecco-Val Brembana"; TCI 1:20.000 "Gruppo delle Grigne"
Dati del rifugio:
apertura continuativa solo nel mese di agosto. Tel. 0341/735649 Gestore: Lafranconi Valerio cell. 333-7950895 oppure 0341-732026
ingrandisci la cartina
Introduzione [Su]
Oltre a Lecco, uno dei punti di partenza strategici per gite ed ascensioni sul lato occidentale delle Grigne è la cittadina di Mandello del Lario che sorge sul vasto conoide di deiezione che millenni di depositi alluvionali hanno creato allo sbocco della grandiosa e contorta Val Meria. Dopo un primo tratto incassato e abbastanza ampio, la valle si biforca mandando verso sinistra l’importante e romantica Val d’Era. Il ramo di destra prosegue verso Est-nord-est sempre più incassato e stretto, rinserrato fra alte rupi, ripidi boschi e gruppi di torrioni calcarei. Dopo aver percorso per breve tratto il fondovalle e l’inizio della forra successiva il sentiero prende quota mentre dalle dirupate pareti della Grignetta confluiscono le selvagge e strettissime Val Scarrettone e Val Mala, quest’ultima autentica gola alta più di 1000 metri. Sulla sponda opposta della valle, già alla partenza avremo modo di scorgere alcune importanti pareti di bianco calcaree, si tratta della bastionata composta dalle vette del Sasso Cavallo e del Sasso dei Carbonari, montagne che non sfigurerebbero neppure nelle prestigiose e celebri Dolomiti. Il rifugio Elisa, oltre che fondamentale punto tappa per chi compie traversate ed escursioni nella zona alta delle Grigne è stato per anni anche un’importante base per gli scalatori che si volevano cimentare con le pareti del Sasso Cavallo, in particolare con la celebre via Oppio, aperta negli anni ’30 e per decenni banco di prova per tutti i più audaci, bravi ed ambiziosi scalatori europei.
|
Riccardo Cassin e Nino Oppio due "alpinismi" sul Sasso Cavallo [Su]
Negli anni ’30 del 1900 l’alpinismo italiano conobbe un’epoca d’oro e si pose all’avanguardia mondiale grazie alle imprese di tantissimi scalatori di eccezionale bravura. Fra tutti emerse la figura del friulano-lecchese Riccardo Cassin che, superando le pareti Nord della Cima Ovest di Lavaredo, del Pizzo Badile e della Punta Walker alle Grandes Jorasses, dimostrò oltre che bravura superiore anche grande completezza su tutti i terreni. Le imprese di Cassin e compagni ebbero come laboratorio di sperimentazione le guglie calcaree della Grignetta e le pareti che s’affacciano sul Lago di Como; fra queste ultime la liscia bastionata meridionale del Sasso Cavallo prometteva di essere un banco di prova eccezionale. Nel 1933 la cordata di Cassin e Augusto Corti riusciva nella prima ascensione assoluta alla parete, tracciando una via di altissima difficoltà che fece molto scalpore. Ma restava ancora da tracciare un’altra via logica, ben più diretta ed impegnativa. Molti ci provarono, ma senza successo, finché nell’estate del 1938, la cordata composta da Nino Oppio ed Oreste Dell’Era in ben quattro giorni di arrampicata, riusciva a venire a capo del problema. Questa storica ascensione, poco conosciuta al grande pubblico, è sicuramente una delle più difficili scalate su roccia compiute prima della Seconda Guerra Mondiale e, probabilmente, una delle prime a richiedere così tanti bivacchi in parete. I primi salitori non lasciarono alcuna relazione scritta e ciò stese un alone di mistero sulla salita che per anni ed anni fu una delle più temute nelle Alpi centrali. Fino a primi anni del 1970 le ripetizioni della via Oppio si contavano sulle dita delle mani e ancor oggi, benché sulla parete siano state tracciate altre vie ancor più difficili tecnicamente, la via resta un test di assoluto valore. Se Riccardo Cassin divenne poi un astro di primo piano nell’universo alpinistico, la figura di Nino Oppio restò sempre nell’ombra benché le sue imprese assumano un significato molto particolare per le loro caratteristiche tecniche e logistiche. Oppio non scelse le pareti più ambite da tutti, dove con buona probabilità avrebbe dovuto fare a gara con altri. Egli puntò a problemi alpinistici posti in luoghi remoti e poco accessibili con pareti di elevata valenza estetica e tecnica, spesso considerate quasi insuperabili. Così le vie di Nino Oppio, sebbene poche, sono ancor oggi l’esempio di un alpinismo diverso e di qualità. La parete Nord del Pizzo d’Uccello nelle Alpi Apuane, la Parete Nord della Punta della Sfinge nel gruppo del Masino, la parete Nord del Croz dell’Altissimo nelle Dolomiti di Brenta e la via sul Sasso Cavallo, sono un poker di ascensioni che nessuno, probabilmente ha ancora mai realizzato.
|
Percorso [Su]
Dalla Piazza della Chiesa di Rongio, proprio in cima al paese, si superano alcune case e si imbocca una bella mulattiera verso sinistra (sentiero, n° 14), indi si segue il versante orografico sinistro della Val Méria. Oltrepassata una casetta con fontanella, si procede fino ad un primo ponticello e poi si attraversa la valle presso la pittoresca forra del Ponte di Ferro 487 m. La traccia sale ora stretta e molto ripida e poco dopo si biforca. Si prende a destra lambendo la Grotta del Ram per poi rimontare una costa rocciosa, verso sinistra, risalendo le pendici meridionali dello Zucco di Pissavacca. Si continua verso destra e ci si porta verso la costa che guarda la Val Cassina. Superata la diramazione che porta a destra alla Sorgente di Val Cassina, ad un bivio successivo si piega a sinistra, entrando nella valle e raggiungendo il bivio da cui (indicazioni) verso destra si diparte il sentiero per il rifugio Elisa. Si procede nel bosco lambendo il Baitello dell’Aser poi in falso piano si varcano alcuni canali raggiungendo l’ultimo strappo che porta alla meta.
|
| |