Ascensione alla Corna Mara,
il Cervino di Sondrio

Introduzione     Percorso



Scheda [Su]


Periodo consigliato:

maggio-novembre

Dislivello:

670 m dal Rifugio Gugiatti-Sertorelli; 1058 m dall’Alpe Mara

Tempo di percorrenza:

1,30-2 ore dal Rifugio Gugiatti-Sertorelli; 3 ore dall’Alpe Mara

Difficoltà:

EE

Punto di partenza:

Alpe Mara 1749 m o rifugio Gugiatti-Sertorelli 2137 m.

Guide e carte:

Canetta N. - Miotti G "Bernina"; Collana Guida Monti d’Italia edizioni CAI -TCI 1996. Carta IGM 1:25.000 "Sondrio", Carta escursionistica Kompass 1:50.000 n. 93 "Bernina - Sondrio". CNS 1:50.000 "Monte Disgrazia"

Informazioni locali:

Club Alpino Italiano - Sezione Valtellinese, via Trieste 27 - 23100 Sondrio, tel./fax 0342-214300, apertura: martedì e giovedì dalle 21.00 alle 22.30
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Introduzione
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La cima della Corna Mara raggiunge la ragguardevole quota di 2807 metri e la vicinanza col capoluogo valtellinese l’ha resa, specialmente un tempo, una delle mete alpinistiche più gettonate dai sondriesi. Infatti, la Corna Mara ha già un certo "aspetto" alpino che la diversifica dalle altre montagne vicine e quindi una sua nobiltà che la rende degna di attenzione. Tuttavia, a meno di voler cercare a tutti i costi qualche difficoltà, nessuna delle "vie" che portano in cima è realmente difficile. Eventuali tratti su roccia, possono essere agevolmente aggirati poggiando ora a destra ora a sinistra e cenge erbose, spesso calpestate dal continuo transito di capre e pecore, segnano il tracciato logico di salita. Ma anche se apparentemente esplorata in ogni suo angolo, la nostra cima riserva ancora qualche sorpresa. Per chi fosse tentato da velleità alpinistiche riveliamo che, ufficialmente, la elementare cresta Sud-est che s’abbassa sugli alpeggi di Rogneda è ancora inviolata. Il crestone, parallelo a destra della cresta che parte dalla Bocchetta di Mara, è assai elegante, e presenta sicuramente qualche difficoltà su roccia se ci si attiene al suo filo. Le origini del nome della montagna sono piuttosto controverse: per alcuni, esso è da far risalire al termine, mala, riferito ai versanti settentrionali scabri e sterili. Giustamente alcuni autorevoli studiosi, quali Alfredo Corti, hanno contestato questa interpretazione perché, al contrario, i versanti meridionali sono facili, amichevoli e privi di difficoltà. Però questo nome ci ricorda comunque qualcosa di ostile e aspro; forse non è un caso se tutte le cime del crinale che dalla Corna Mara si dirige verso Nord-est hanno nomi di questo tipo: Cime di Rogneda, Corna Brutana, Vetta di Ron. Dalla cima, che è anche una classica meta per gli sciatori alpinisti, si gode uno dei panorami più completi e più belli della regione.



Percorso
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Da Sondrio imboccare la strada panoramica che conduce a Colda e a Montagna. La strada parte subito in salita lasciando il centro abitato per lambire poco dopo, sulla sinistra, il convento dei Frati Cappuccini di Colda. Più avanti superato il Castello Grumello le cui mura si stagliano sul poggio che delimita a destra l’orizzonte vicino, si giunge ad un bivio in contrada Pace (2,5 km da Sondrio). Qui si devia a sinistra per imboccare la strada che, con alcuni tornanti, sale entrando nel paese di Montagna in Valtellina. Poco dopo compaiono i primi cartelli indicatori per Carnale e S. Maria. Seguendo le indicazioni per S. Maria che si raggiunge dopo altri 2 km circa. Tralasciando la prima deviazione a destra, si prosegue fino ad un nuovo bivio dove si volge a destra e si prosegue con numerosi tornanti fino in località Oniscio 1515 m (9,3 km da Sondrio) dove cessa l’asfalto. Su buona strada sterrata si continua nel bosco d’abeti raggiungendo le case dell’Alpe Mara 1749 m dove si può lasciare l’auto. La strada, anche se meno agevole prosegue ancora raggiungendo la Casera di Mara 1951 m e da qui con un lungo traversone pianeggiante verso Ovest raggiunge il rifugio Gugiatti-Sertorelli. Poco prima del rifugio si lascia la strada per piegare a destra percorrendo la conca erbosa della Piana dei cavalli. Lambito un baitone fiancheggiato da altre baite più piccole in rovina, si prosegue nel pascolo su una traccia di sentiero che si fa più marcata. Stiamo già fiancheggiando il piede della cresta Sud-ovest che incombe sulla sinistra. Una serie di tornanti ci permettono di raggiungerne il crinale in corrispondenza di una vasta sella erbosa. Da qui si percorre il crestone sempre seguendo la traccia nel pascolo ogni tanto interrotto da qualche roccetta affiorante e da pietroni. Con facile camminata si guadagna quota fino ad un rilievo con rocce affioranti quotata 2565 m. Qui si lascia il crinale per traversare una zona di grandi blocchi, da ultimo perdendo anche un po’ di quota. Il sentierino fin qui seguito si perde gradualmente fin quasi a scomparire una volta che si è traversata questa zona, nota anche come Bus de la nef - buco della neve - poiché qui la neve resta fino a stagione inoltrata. Ci troviamo in una sorta di vallecola compresa fra il crinale appena abbandonato ed un tozzo crestone pure orientato verso Sud-Ovest. Ora una ripidissima salita su faticose erbe ci porta a toccare questo crestone più in alto. Seguendo le tracce lasciate dal passare delle greggi fra erbe e roccioni si segue il crinale tenendosi principalmente sul suo lato meridionale. Si giunge così alla rocciosa porzione sommitale che senza difficoltà si percorre fino alla cima.