Da Malghera al Piz Sassiglion
Introduzione Percorso
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Scheda
[Su]
Periodo consigliato:
luglio-ottobre
Dislivello:
918 m
Tempo di percorrenza:
3 ore per salita.
Difficoltà:
E / EE
Punto di partenza:
Malghera, 1937 m, in Val di Sacco. La valle si raggiunge staccandosi dalla SS38 dello Stelvio all’altezza di Grosio (40 km da Sondrio e 170 da Milano). Percorrendo la carrozzabile della Val Grosina (9 km) si arriva a Fusino 1203 m. Da qui si imbocca a sinistra la strada della Val di Sacco. Il solco vallivo è interamente percorso da una strada (10 km; quasi interamente asfaltata) che raggiunge l’alpeggio di Malghera.
Bibliografia:
Canetta E. e N. "Grosio Il paese, le frazioni, le valli". Lyasis Edizioni. Sondrio 2000..
Canetta E. e N. "Grosio Grosotto e le loro montagne". Sondrio 1987.
Armelloni R. "Alpi Retiche (Cima di Piazzi-Piz Sesvenna)"; Collana Guide dei Monti d’Italia. Ediz. CAI-TCI. Milano 1996.
Guide e carte:
CNS 1:50.000 "Passo del Bernina" e 1:25.000 "La Rösa"; IGM 1:25.000 "Malghera"; Kompass 1:50.000 "Bormio-Livigno- Corna di Campo"
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Introduzione [Su]
La Val di Sacco, o Val Grosina occidentale, è un lungo solco che si diparte dalla Val Grosina all’altezza del paese di Fusino e punta verso la cresta spartiacque con la Val Poschiavo, in Svizzera. La vallata ha un andamento rettilineo e solo verso il suo termine, all’altezza di Malghera, si ramifica. Verso Nord prosegue la valle principale che, assai ampio, termina con un circo di vette rocciose di cui la più elevata è la Cima di Saoseo 3264 m; un solco minore, la Val Malghera punta invece verso Sud-ovest ed è questa la direttrice della nostra gita.
Il modesto dislivello è in parte compensato dal maggiore impegno dell’ultimo tratto di salita che si svolge senza sentiero.
Importante ed inconsueto abitato d’altissima quota, Malghera appare al turista quasi un piccolo paese. Similmente ad Eita, nella vicina alta Val Grosina, anche Malghera sorge su un cospicuo gradino di escavazione glaciale il cui lato destro (per chi osserva dal basso) è inciso da una forra in cui spumeggia una meravigliosa cascata che, per effetto ottico, sembra quasi scaturire dalle rocce.
Fu forse questa apparentemente magica scenografia che rese il luogo così "significativo" per le genti grosine che qui eressero l’imponente, bianco edificio del Santuario della Madonna del Muschio o Madonna della Misericordia.
Questa notevole opera sacra fu costruita nel 1888, su una preesistente cappelletta eretta nel 1836, a ricordo dell’apparizione della Madonna col Bambino che, nel 1750, si mostrò ad un pastorello locale nel corso di una furiosa tempesta. La vergine era in piedi, su un morbido cuscino di verde muschio che ricopriva la roccia e la Sua apparizione recò il necessario conforto allo spaventatissimo ragazzo.
All’edificazione del santuario contribuirono tutti i grosini, che si consorziarono fondando una apposita "fabbriceria". Per ospitare i lavoranti tale organizzazione costruì dapprima un grande edificio che ancor oggi sorge nei pressi della chiesa. Successivamente ampliato e migliorato, il ricovero è oggi adibito a rifugio alpino privato ed é proprietà della Fabbriceria della Val di Sacco. Il Ricovero Malghera è periodicamente sede di ritrovi e manifestazioni locali, ma previa richiesta di informazioni (tel. 0342-841223) può ospitare anche normali escursionisti.
Il Santuario della Madonna del Muschio presenta una armoniosa facciata divisa da quattro lesene ed è terminato da un timpano triangolare sormontato da una croce affiancata da due snelle piramidi di pietra.
La vicina torre campanaria con cuspide a cupola, fu eretta nel 1910.
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Percorso
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Dal parcheggio auto che precede la chiesa di Malghera si imbocca sulla sinistra una strada sterrata che entra in direzione Sud-ovest nella Val Malghera. La stradicciola giunge nei pressi di una presa d’acqua in cemento e volge a destra. Si abbandona allora il tracciato per imboccare un sentiero che s’innalza alle spalle della presa e guadagna quota salendo per dossoni di magro pascolo giungendo finalmente sul ciglio del gradino glaciale che ospita il Lago di Malghera 2316 m. Tenendosi sulla sinistra lungo una sorta di poco accennata dorsale di pietrame e magro pascolo, si procede direttamente, lambendo da lontano le sponde del lago, fino in fondo alla conca che lo ospita, ove s’apre il valloncello che porta al valico. Qui il terreno si fa più pietroso, ma il sentiero diventa un po’ più marcato. Tenendo la destra si risale il valloncello con alcune ripide rampe ed infine su detriti rocciosi si perviene al valico.
Da qui si deve piegare a sinistra per affrontare la larga cresta Nord del Piz Sassiglion, costituita in buona parte da detriti e più in alto da roccette e grossi blocchi.
La salita è abbastanza faticosa e si svolge sul crinale, tenendo quindi sempre in vista anche il versante della Val Poschiavo. Zizagando si supera il primo tratto percorso da qualche traccia e poi si procede scegliendo il tracciato migliore. Il terreno si fa via via più roccioso, costituito da tratti con grossi blocchi accatastati e da piccoli salti. Prestando particolarmente attenzione ad eventuali blocchi in bilico, senza difficoltà alcuna si raggiunge infine la sommità da dove si apre uno splendido panorama.
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