Lago del Truzzo Rifugio Carlo Emilio 2140 m
Introduzione Il Rifugio Carlo Emilio ed il Trekking della Valle Spluga
Percorso
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Scheda
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Periodo consigliato:
giugno-novembre
Dislivello:
900 m
Tempo di percorrenza:
3 ore
Difficoltà:
E
Punto di partenza:
Lungo la SS 36 dello Spluga. Oltrepassata Chiavenna si entra in Val San Giacomo e in breve si giunge al bivio per S. Bernardo e Olmo. Una stretta carrozzabile si stacca a sinistra dalla SS 36, poco prima di S. Giacomo Filippo e, traversato il Mera, sale con molti tornanti raggiungendo prima il bellissimo paese di Olmo e poi, dopo aver traversato la parte inferiore della Valle del Drogo termina a S. Bernardo. S. Bernardo (fraz. Scanabecco) 1242 m.
Bibliografia:
"Sport Alpini in Vallespluga" di Simone Gorelli Bonazzi grafica Sondrio 1998
"Trekking della Valle Spluga" - Edizioni Melograno -1993
Guide e carte:
CNS 1:50000 "Roveredo" e 1:25000 "Campodolcino"; Kompass 1:50000 "Chiavenna-Val Bregaglia"; IGM 1:25000 "Madesimo"
Informazioni locali:
APT Chiavenna tel. 034336384
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Introduzione [Su]
A prima vista, la mulattiera che sale al Truzzo potrebbe apparire un manufatto d’altri tempi, tanto è perfetta la lastricatura, e tanto abilmente il tracciato sfrutta i punti deboli della montagna. Invece la sua realizzazione è coeva alla costruzione della diga: risale, quindi, "solo" agli anni ’20. In certi punti, il gioco delle pietre giustapposte sulla massicciata e le loro calde tonalità di colore, ricordano la disposizione delle tessere di un mosaico. Ardito ed elegante, il percorso risale d’un fiato, la ripidissima costa che d’un balzo sale dal fondo della Valle del Drogo fino al lago artificiale.
La magnifica mulattiera è talmente regolare e priva di ripidi strappi che consente un ottimo mantenimento del ritmo della camminata. È questo un elemento determinante nell’economia fisica di una gita, in quanto la regolarità del percorso consente un notevole risparmio d’energie. Un sentiero simile deve però avere un notevole sviluppo e una nutrita serie di tornanti che permettano di guadagnare quota dolcemente. Questo secondo aspetto rende un po’ più lungo il tempo di percorrenza. La nostra mulattiera possiede tutte le caratteristiche appena descritte, consentendo di compiere il notevole dislivello di quasi 900 metri, con un dispendio d’energie tutto sommato accettabile. La gita si conclude sulla soglia sospesa di una piccola valle laterale della Valle del Drogo, oltre il cui ciglio, delimitato da lisce rocce montonate, si apre il piccolo lago artificiale del Truzzo in cui si specchiano le svelte guglie della costiera del Pizzo Camoscie e la dorsale di cresta Pizzo Quadro-Motto Alto, che chiude a settentrione la conca.
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Il Rifugio Carlo Emilio ed il Trekking della Valle Spluga
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Il minuscolo Rifugio Carlo Emilio, appartenente alla Sezione di Como del CAI (tel. 031264177), è l’unico punto d’appoggio presente nella Valle del Drogo. Dotato di cucina economica e stoviglie, il rifugio dispone di dieci posti letto. Le chiavi possono essere richieste ai signori Geronimi tel. 034333069 33877-33604. Il pernottamento al rifugio può rendersi necessario qualora si voglia compiere qualche scalata sulle rocciose pareti del Pizzo Camosciera, recentemente riportate in auge grazie all’apertura di nuove vie attrezzate. Un’altra occasione di pernottare al Carlo Emilio si ha durante l’effettuazione del Trekking della Valle Spluga, un magnifico percorso in 6/7 tappe che compie il giro della vallata toccandone tutti i rifugi ed i bivacchi. La prima tappa del trekking si ferma al Carlo Emilio. Il giorno successivo il percorso continua attraverso il Passo dell’Alpigia per giungere in Val di Starleggia dove si pernotta al Rifugio M. Curti. La terza tappa è un’entusiasmante e panoramica traversata in alta quota che porta al Bivacco Cecchini, ai piedi del Pizzo Tambò 3274 m. Dal Cecchini si scende a Monte Spluga e traversando la valle si passa dalle Alpi Lepontine alle Alpi Retiche portandosi al Bivacco Suretta che però si può evitare proseguendo quasi sul crinale di confine per giungere al Rifugio Bertacchi. Il giorno appresso si scavalca la cresta spartiacque della Valle Spluga (o Val San Giacomo), entrando in Val di Lei per andare a pernottare al Rifugio Baita Capriolo, che sorge presso lo sbarramento del grande Lago di Lei. Dal rifugio il cammino riprende seguendo la stradina che costeggia il lago e porta verso la testata della valle, dominata sulla destra dal Pizzo Stella 3163 m. Giunti in fondo al lago si offrono due possibilità. Si può deviare scavalcare nuovamente il crinale spartiacque per scendere nella bella conca dove si trova il Rifugio Chiavenna. Viceversa si può proseguire risalendo completamente la valle fino al Passo di Lei, dove sorge il Bivacco Chiara e Walter ultimo punto tappa prima di concludere il tour con la discesa su Dalò e San Giacomo Filippo.
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Percorso
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Da San Bernardo, dove è consigliabile lasciare l’auto, si percorre la strada che porta alla parte alta del paese, alla piccola frazione di Scanabecco. Da qui seguire il sentiero (indicazione C 25) che si diparte verso sinistra e, con percorso pianeggiante, taglia il versante destro (sinistro orografico) della Valle del Drogo. Con un ultimo tratto in leggera discesa, il tracciato perviene alle case di S. Antonio (qui, giunge anche la mulattiera che parte alle spalle dell’edificio della centrale idroelettrica posta sulla carrozzabile fra Olmo e S. Bernardo) e prosegue alla volta della vicina Alpe Caurga. Poco prima dell’alpeggio si incontra la deviazione a gomito (cartellino indicatore Rif. Carlo Emilio) con cui la mulattiera piega a destra per iniziare a risalire la grande e ripida muraglia che porta alla meta. Grazie ad un bellissimo lastricato, il percorso è poco faticoso, anche se è consigliabile effettuarlo molto presto il mattino a causa dell’esposizione a Sud. Con una serie interminabile di tornanti (poche possibilità di rifornirsi d’acqua) si guadagna presto quota, rinfrescati, a volte, da qualche tratto di bosco. Il fondo della mulattiera, sempre perfetto, diventa particolarmente suggestivo nel tratto in cui traversa una zona di grandi massi, oltre la quale si giunge sullo spalto di rocce montonate dove sorge l’Alpe Cornera 1920 m. Da qui, sebbene le costruzioni del bacino artificiale sembrino a portata di mano, il tragitto è ancora lungo. Con altri tornanti si guadagna quota, portandosi quasi sotto le rocciose pendici del Pizzo Camoscie; infine si torna verso sinistra per raggiungere la casa dei guardiani della diga. Da qui si sale a destra, percorrendo la lunga gradinata che, con alcune rampe, porta sul muro di contenimento del bacino del Truzzo. Si percorre il muraglione verso sinistra e si prosegue seguendo le indicazioni che portano ad aggirare in alto la sponda del lago. Superata una dorsale si raggiunge il piccolo avvallamento in cui si trova il Lago Nero nei cui pressi sorge il Rifugio Carlo Emilio.
Nota: poco dopo aver lasciato il muraglione della diga si incontra la deviazione che, verso sinistra scende all’Alpe Prosto e all’Alpe Lendine. Poiché in questi ultimi tempi il sentiero ha subito un grave deterioramento e la segnaletica lascia un po’ a desiderare, sconsigliamo tale variante (che si potrebbe scegliere per la discesa), in caso di nebbia e maltempo o agli escursionisti poco allenati ed esperti.
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