Da Malghera al Passo di Sacco (Pass da Sach)
per il sentiero normale
Percorso
Dalla chiesa di Malghera proseguire per la sterrata che, alle sue spalle, s’inoltra nell’alta Val di Sacco e in breve raggiunge la Casera di Sacco 2008 m. Si prosegue ora lungo il sentiero che tiene il versante destro orografico della valle e che prende lentamente quota fin verso il baitello a quota 2148 m. Aggirata una dorsale erbosa il percorso procede sempre a mezza costa e poco evidente passando a monte del ripiano del Pian di Mezzo 2172 m che occupa il fondovalle. Su pascoli d’alta quota ubertosi ed umidi si prosegue puntando ora in direzione Nord-nord-ovest avvicinandosi al fondovalle che si tocca verso i 2200 m. Superato il Pian del Baitin 2240 m circa, si guada un affluente del torrente di fondovalle Passando poi fra questo e l’emergenza quotata 2301 m. Su rade tracce (segnalazioni bianco- rosse) si procede verso la bastionata che sembra chiudere la valle mentre il sentiero si fa più marcato. Il tracciato con numerose svolte aggira a sinistra la bastionata rocciosa che chiude la valle e raggiunto una conca erbosa entra in un valloncello detritico che termina poco prima del bivacco Duilio Strambini 2534 m. Dalla costrizione si prosegue su terreno detritico con qualche tratto erboso lungo un valloncello ometti, arrivando poco dopo a lambire sulla sinistra la conca che ospita il Lago Sapellaccio 2578 m. Costeggiandone la sponda occidentale si giunge ai piedi del valloncello detritico che adduce al valico. Si piega a sinistra aggirando la piccola barriera rocciosa all’imbocco del valloncello e poi puntando verso Nord si risale su detriti e roccette arrivando al passo.Da Malghera al Passo di Sacco (Pass da Sach) atraverso Il Pizzo Ricolda 2962 m
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Scheda
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Periodo consigliato:
794 m
Dislivello:
794 m
Tempo di percorrenza:
2,30 ore per la sola salita
Difficoltà:
E
Punto di partenza:
Malghera, 1937 m, in Val di Sacco. La valle si raggiunge staccandosi dalla SS38 dello Stelvio all’altezza di Grosio (40 km da Sondrio e 170 da Milano). Percorrendo la carrozzabile della Val Grosina (9 km) si arriva a Fusino 1203 m. Da qui si imbocca a sinistra la strada della Val di Sacco. Il solco vallivo è interamente percorso da una strada (10 km; quasi interamente asfaltata) che raggiunge l’alpeggio di Malghera.
Bibliografia:
Canetta E. e N. "Grosio Grosotto e le loro montagne". Sondrio 1987.
Armelloni R. "Alpi Retiche (Cima di Piazzi-Piz Sesvenna)"; Collana Guide dei Monti d’Italia. Ediz. CAI-TCI. Milano 1996.
Guide e carte:
CNS 1:50.000 "Passo del Bernina" e 1:25.000 "La Rösa"; IGM 1:25.000 "Malghera"; Kompass 1:50.000 "Bormio-Livigno- Corna di Campo"
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Percorso
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Dalla chiesa di Malghera proseguire per la sterrata che, alle sue spalle, s’inoltra nell’alta Val di Sacco e in breve raggiunge la Casera di Sacco 2008 m. Si prosegue ora lungo il sentiero che tiene il versante destro orografico della valle e che prende lentamente quota fin verso il baitello a quota 2148 m. Aggirata una dorsale erbosa il percorso procede sempre a mezza costa e poco evidente passando a monte del ripiano del Pian di Mezzo 2172 m che occupa il fondovalle. Su pascoli d’alta quota ubertosi ed umidi si prosegue puntando ora in direzione Nord-nord-ovest avvicinandosi al fondovalle che si tocca verso i 2200 m. Superato il Pian del Baitin 2240 m circa, si guada un affluente del torrente di fondovalle Passando poi fra questo e l’emergenza quotata 2301 m. Su rade tracce (segnalazioni bianco- rosse) si procede verso la bastionata che sembra chiudere la valle mentre il sentiero si fa più marcato. Il tracciato con numerose svolte aggira a sinistra la bastionata rocciosa che chiude la valle e raggiunto una conca erbosa entra in un valloncello detritico che termina poco prima del bivacco Duilio Strambini 2534 m. Dalla costrizione si prosegue su terreno detritico con qualche tratto erboso lungo un valloncello ometti, arrivando poco dopo a lambire sulla sinistra la conca che ospita il Lago Sapellaccio 2578 m. Costeggiandone la sponda occidentale si giunge ai piedi del valloncello detritico che adduce al valico. Si piega a sinistra aggirando la piccola barriera rocciosa all’imbocco del valloncello e poi puntando verso Nord si risale su detriti e roccette arrivando al passo.
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Dalla chiesa di Malghera proseguire per la sterrata che, alle sue spalle, s’inoltra nell’alta Val di Sacco e in breve raggiunge la Casera di Sacco 2008 m. Si prosegue ora lungo il sentiero che tiene il versante destro orografico della valle e che prende lentamente quota fin verso il baitello a quota 2148 m. Aggirata una dorsale erbosa il percorso procede sempre a mezza costa e poco evidente passando a monte del ripiano del Pian di Mezzo 2172 m che occupa il fondovalle. Su pascoli d’alta quota ubertosi ed umidi si prosegue puntando ora in direzione Nord-nord-ovest avvicinandosi al fondovalle che si tocca verso i 2200 m. Superato il Pian del Baitin 2240 m circa, si guada un affluente del torrente di fondovalle Passando poi fra questo e l’emergenza quotata 2301 m. Su rade tracce (segnalazioni bianco- rosse) si procede verso la bastionata che sembra chiudere la valle mentre il sentiero si fa più marcato. Il tracciato con numerose svolte aggira a sinistra la bastionata rocciosa che chiude la valle e raggiunto una conca erbosa entra in un valloncello detritico che termina poco prima del bivacco Duilio Strambini 2534 m. Dalla costrizione si prosegue su terreno detritico con qualche tratto erboso lungo un valloncello ometti, arrivando poco dopo a lambire sulla sinistra la conca che ospita il Lago Sapellaccio 2578 m. Costeggiandone la sponda occidentale si giunge ai piedi del valloncello detritico che adduce al valico. Si piega a sinistra aggirando la piccola barriera rocciosa all’imbocco del valloncello e poi puntando verso Nord si risale su detriti e roccette arrivando al passo.Da Malghera al Passo di Sacco (Pass da Sach) atraverso Il Pizzo Ricolda 2962 m
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Percorso
Dalla chiesa di Malghera imboccare la sterrata che, alle sue spalle, entra nell’alta Val di Sacco e in breve raggiunge la Casera di Sacco. Da qui si scende a destra su una stradicciola che traversa il torrente di fondovalle su un ponte e prosegue in lieve salita sul versante opposto fino alla baita di Mandre Vecchie 2063 m. Si sale verso destra per pascolo fino ad un minuscolo baitello di pietra posto ai piedi di una fascia rocciosa. Il sentiero devia ora a sinistra per aggirare le rocce e, con un ampia curva sul margine superiore di un dirupato vallone, arriva sul vasto pianoro erboso di Pian di Lago 2316 m. Con una breve deviazione a destra si arriva ad una bella baita di legno e poco oltre al lago. Ritornanti sui nostri passi traversiamo verso Nord-est i pianori torbosi dominati a destra da una piccola fascia rocciosa. In breve, su traccia di sentiero assai incerta arriviamo sul ripiano di Piansortivo 2350 m circa, al cui margine orientale si trovano due laghi mentre poco a Ovest sorge una minuscolo, quasi invisibile, baitello di pietra. Ci troviamo alla base del vallone detritico compreso fra il Dosso Sabbione a Nord ed il Pizzo Matto a Sud. Tale vallone è delimitato da due lunghe creste rocciose di cui quella settentrionale termina con un torrioncino roccioso quotato 2710 m. Da Piansortivo si sale su traccia per pascolo verso Nord, puntando ad un grande ometto visibile su un poggio erboso, alla base del torrioncino roccioso sopra descritto. Senza raggiungere l’ometto, si aggira a sinistra il poggio e si sbuca nella conca dove si trova il suggestivo Lago Scarpellino 2480 m. Si lambisce la sponda del lago a sinistra e si imbocca una traccia che, grazie ad un sistema di larghe cenge, taglia un settore più roccioso oltre il quale si perviene ad una zona di detriti da dove è visibile, poco più avanti, un altro grande ometto. A questo punto vi sono due possibilità.
a) dirigere verso l’ometto e poi compiere un ampio tornante piegando verso Est salendo su rada traccia; poi tenendosi ai piedi di una serie di basse fasce rocciose giungere poco a monte di un ripiano che ospita ben sei minuscoli laghetti.
b) abbandonare la traccia circa 400 meri dopo il Lago Scarpellino per salire a destra un ripido pendio che in breve permette di arrivare ad un’altra conca dove s’annida un bellissimo laghetto senza nome posto a 2500 m c. Da qui si prosegue su ripidissimo pendio tenendosi nei pressi del torrentello che alimenta il laghetto. Quest’altro tratto porta sullo spalto dove si trovano i sei laghetti descritti in a). Portandosi ora ai piedi della fascia rocciosa che sovrasta i sei laghetti sulla sinistra ci si ricollega con il percorso normale.
Con faticosa salita diagonale verso destra (Est) si guadagna quota su sfasciumi portandosi sotto una fascia rocciosa più importante. Se ne lambisce il piede finché è possibile imboccare una serie di facili passaggi che, verso sinistra portano alla sua sommità. Scavalcata la fascia rocciosa si entra in una sorta di leggero avvallamento (neve ad inizio stagione) che si risale direttamente o per la leggera dorsale di facili roccette che lo delimita a sinistra. Si raggiunge così lo spartiacque con la Val d’Avedo da dove s’ammira un panorama mozzafiato sul sottostante Lago Negro e sulla Cima Viola. Si sale ora verso sinistra la facile cresta detritica arrivando al grande ometto del Pizzo Ricolda già ben visibile da Piansortivo.
Si scende ora per la cresta Nord-ovest fino ad un’ampia sella da dove è possibile piegare a sinistra abbassnandosi per destriti e ganda nel vallone compreso fra la cresta Sud-ovest del Ricolda e la diramazione Sud-ovest della cresta Sud della Scima da Saoseo. In fondo al vallone c’è un minuscolo laghetto. Prima del laghetto si piega a destra sfruttando un cordone di pietroni più grandi e ci si porta ai pedi delle rocce della cresta Sud-ovest del Saoseo. Qui si trova una traccia di animali che, al piede delle rocce, porta all’evidente spalla erbosa quotata 2774 m posta quasi alla fine della cresta. Scavalcata la spalla si taglia vereso Nord-ovest perdendo meno quota possibile lungo ripidi pendii detritici intervallati da qualche profondo vallone che in alcuni casi richiede un minimo di attenzione. Si arriva così quasi sopra il lago Sapellaccio per poi abbassrsi sulla sua sponda meridionale. Tagliando ora verso Ovest su rocce montonate si giunge ad incrociare il sentiero che dal Bivacco Strambini porta al Passo di Sacco (vedi percorso normale).
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