Malinone
un alpeggio aggrappato alla Val Bregaglia

Introduzione     Percorso



Scheda [Su]


Periodo consigliato:

da giugno a ottobre.

Dislivello:

1300 m circa.

Tempo di percorrenza:

3-4 ore.

Difficoltà:

E

Punto di partenza:

Villa di Chiavenna Frazione Dogana. Da Chiavenna (120 km da Milano lungo la SS36 dello Spluga) si imbocca la SS37 del Maloja percorrendola per altri 8 km fino al confine italo svizzero. Un centinaio di metri prima della dogana sai lascia l’auto o sulla destra nei pressi di un capannone o sulla sinistra in corrispondenza del bar-ristorante Altavilla.

Bibliografia:

Giorgetta G.- Lisignoli G."Dalla Maira alla Mera"; Lyasis Edizioni   Sondrio 1998. Lisignoli G. "Bregaglia   le più belle escursioni". Ed. Lyasis, Sondrio 2005

Guide e carte:

IGM 1:50.000 "Roveredo" e "San Bernardino" Carta Escursionistica Kompass n° 92 "Chiavenna-Val Bregaglia".

Informazioni locali:

APT Chiavenna Tel 0343-337361/337485.
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Introduzione
[Su]

Un centinaio di metri prima del confine con la Svizzera inizia la lunga e bellissima mulattiera che porta a Malinone, meta della nostra gita. Si tratta di una camminata di un certo impegno e che richiede buon allenamento e passo sicuro, pur essendo priva di punti difficili o anche solo scomodi. Il tracciato, sempre largo e ben segnato, presenta lunghi tratti di gradinate, ottenute con enormi lastre di gneiss, cui si alternano settori di raccordo su prati dove si cammina su una semplice traccia di terra battuta. Di sicuro questo è un percorso per chi ama i sentieri "che rendono", cioè quei camminamenti che senza compromessi portano solo verso l’alto. Durante tutta la marcia non esiste, crediamo, un solo metro pianeggiante. Ogni passo spinge verso l’alto, a volte leggermente, più spesso con decise ed interminabili alzate che si concludono solo una volta raggiunte le case diroccate di Malinone. Man mano si sale lo sguardo si apre sempre più sulla Val Bregaglia e offre spettacolari vedute sulle grandiose architetture granitiche del gruppo Sciore, Badile e Cengalo. Nella prima parte il cammino si svolge a poca distanza dalla linea di confine ed in vista del piccolo paese di Soglio, una delle perle della Bregaglia svizzera. Lungo questa interminabile "via verso gli alti alpeggi", forse più che altrove si può toccare con mano il senso della fatica indissolubilmente legata con la vita del montanaro. Ogni metro è stato sfruttato per favorire la povera economia legata all’agricoltura e alla pastorizia, per rendere quanto possibile più facile la vita che si conduceva su questi monti. In particolare colpisce la costruzione della mulattiera, sapientemente disegnata fra pareti rocciose a piombo e ripidi boschi. Ovunque, lo sguardo scopre, su questo versante, apparentemente desolato ed inospitale, piccoli spiazzi d’erba dove sorgono baite, spesso in posizioni incredibili. In cima alla "scalinata", Malinone e Sciucco erano la meta di una percorso di transumanza che conosceva diverse tappe. I due nuclei di baite, piuttosto consistenti, fanno parte di un sistema d’alpeggi che, più o meno tutti alla stessa quota, occupano l’intero alto versante destro orografico della Bregaglia.



Percorso
[Su]

La partenza del sentiero è poco visibile e si trova sulla destra di un fienile dalle pareti superiori in legno nei cui pressi si trova anche una fontana (cartellino indicatore). Si entra nel viottolo che fiancheggia a destra il fienile oppure si prende la stradina che aggira l’edifico a sinistra portandosi a monte di esso sotto una minuscola parete rocciosa. Si piega a destra e dopo un breve tratto inizia il sentiero che lambendo un prato entra nel bosco e poco dopo sbuca presso le graziose abitazioni di Pian Quartino. A questo punto il percorso inizia ad inerpicarsi sulle ripide pareti della montagna fra roccioni affioranti e boschi, Una interminabile serie di gradini ottenuti da lastre di pietra a volte enormi permette di guadagnare quota velocemente. Verso Est si apre la Val Bregaglia ed è ben visibile di fronte a noi l’abitato di Soglio. La lunga ginnastica termina sul ridente e verdeggiante spalto di Somasaccia 1029 m, occupato da vecchie baite e fienili con qualche concessione alla modernità che forse si poteva evitare. Prendendo a destra (cartelli) si raggiunge un a baita al limite superiore dei prati e si rientra nel bosco per poi tornare allo scoperto sullo spalto prativo dove sorge una vecchia caserma della Guardia di Finanza. Fiancheggiata la caserma la si aggira a monte e si obliqua a sinistra lambendo le costruzioni, praticamente gemelle, di due fienili. Poco oltre si devia ancora a destra (indicazioni su una roccia affiorante dal prato) e poco dopo si sbuca sui prati di Ragone 1294 m. Il sentiero piega a destra passa fra alcune baite semi diroccate e riprende ripido alle loro spalle obliquando dapprima verso Est. Con una serie di tornanti si raggiunge un’altra baita dalla quale la salita continua diretta ripidissima (il sentiero originale compie alcuni larghi tornanti ma è parzialmente invaso dalla vegetazione) fino ad una grossa betulla. Un’altra serie di gradini porta ai margini inferiori dei prati di Preginal che si tagliano con un lungo diagonale verso sinistra per entrare nel bosco dove cominciano a comparire i primi abeti. Questo tratto termina con una magnifica gradinata di grandi lastre lapidee che porta ad un altro spazio prativo con alcune baite, da dove si piega nuovamente a destra lungo la massima pendenza. Si rientra nel bosco e con ripido tracciato si guadagna quota mentre in alto, molto in alto, compaiono le ordinate baite di Sciocco. Poco dopo s’incontra un bivio in corrispondenza del quale di deve deviare a destra e, sempre con ripidissimo tracciato si prosegue fino al linite inferiore dei prato di Malinone. Ancora un piccolo sforzo ed eccoci fra le baite di questo grande alpeggio in buona parte abbandonato. Dalle baite deviando a destra si raggiunge in breve un bel poggio panoramico da dove si gode una splendida vista sulla Val Bregaglia e sul gruppo Badile-Cengalo. Per il ritorno consigliamo di prendere il sentiero che da Malinone taglia in piano fino al vicino gruppo di baite di Sciucco dopo aver traversato un valloncello con acqua. Da qui si scende verso destra tornando al bivio lasciato in precedenza.