Passo Campagneda e Pizzo Scalino
due must per lo sciatore alpinista

Introduzione     Percorso      Pizzo Scalino 3323 m



Scheda [Su]


Periodo consigliato:

dicembre-aprile.

Dislivello:

600 m. c.

Tempo di salita:

2.30 ore

Difficoltà:

MS (medi sciatori).

Punto di partenza:

strada per la diga di Campo Moro a quota1950 m circa oppure diga di Campo Moro1990 m - Rif. Zoia.

Esposizione:

CNS 1:50.000 n° 278 "Monte Disgrazia" e n° 279 "Brusio"; CNS carta scialpinistica 1:50.000 "Julierpass".Ovest e Nord-ovest

Guide e carte:

CNS 1:50.000 n° 278 "Monte Disgrazia" e n° 279 "Brusio"; CNS carta scialpinistica 1:50.000 "Julierpass".
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Introduzione
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CNS 1:50.000 n° 278 "Monte Disgrazia" e n° 279 "Brusio"; CNS carta scialpinistica 1:50.000 "Julierpass".Ovest e Nord-ovest Ecco due dei più classici itinerari sci alpinistici della Provincia di Sondrio: quello più breve e facile del Passo di Campagneda e quello più impegnativo del Pizzo Scalino 3323 m. Il motivo della scelta é dovuto principalmente al fatto che si tratta di percorsi abbastanza sicuri, in genere già in buone condizioni con le prime nevicate. A questo aspetto non secondario si aggiunga la notevole bellezza dei luoghi e i magnifici panorami che offrono. Situato a spartiacque fra la Valle di Poschiavo e la Val Malenco, il Pizzo Scalino domina con la sua regolare piramide la Val Lanterna (diramazione orientale della Val Malenco) ed é chiaramente visibile anche da Chiesa Val Malenco guardando verso Est; meno svettante del Cervino, lo Scalino gli somiglia comunque moltissimo. Ai pedi del versante Nord-ovest della montagna si stendono gli ampi pianori di Campagneda e Prabello che si spingono fin quasi ai due laghi artificiali di Campo Moro e Gera presso i quali arriva la strada che si deve percorrere per giungere alla partenza dei nostri itinerari. Il versante Nord-est é invece occupato da un grande e tranquillo ghiacciaio, vera e propria delizia dello sciatore alpinista. Il Passo di Campagneda 2610 m, é situato sulla dorsale spartiacque fra questi due versanti. Assieme ai vicini passi di Uer e Canciano, il valico era un importante punto di transito del percorso che univa la Val Malenco con la Valle di Poschiavo. Dapprima usato da montanari e mercanti, in epoche più recenti é stato largamente adottato dalle carovane di contrabbandieri. Oggi é ormai solo meta di escursionisti estivi ed invernali. Punti d’appoggio ideali per effettuare la gita possono essere i numerosi alberghi di Chiesa Val Malenco o di Lanzada, vi sono però anche due rifugi che potrebbero essere aperti anche nel periodo invernale, le capanne Zoia e Cristina. In particolare lo Zoia è un punto d’appoggio privilegiato per il periodo invernale e primaverile.



Percorso
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I laghi artificiali di Campo Moro e di Gera sono raggiungibili staccandosi a sinistra dalla SS 38 all’ingresso di Sondrio e percorrendo la carrozzabile della Val Malenco seguendo le indicazioni per Lanzada e Franscia. Oltre questa località la strada è sterrata (Milano-Sondrio 130 km; Sondrio-Franscia 24 km; Franscia-Campo Moro 9 km). 1) Dalla strada per Campo Moro, poco prima della diga, la­sciare l’auto in corrispondenza della strada che, verso destra, si diparte alla volta del piano di Campagneda. Percorrere detto tracciato oltrepassando i nuclei dell’Alpe Campascio 2078 m e dell’Alpe Campagneda 2145 m. 2) Dal parcheggio auto in corrispondenza della diga di Campo Moro, 1990 m, salire in pochi minuti al visibile Rif. Zoia 2021 m. Seguire verso Est la mulattiera che, dopo aver percorso per un breve tratto il crinale boscoso sul quale sorge il rifugio, piega a destra (Sud-est), passa sotto alcune balze rocciose, e sbuca sui pianori di Campagneda collegandosi alla soluzione n° 1. Proseguire verso Est sul vasto alto­piano, al cospetto del Pizzo Scalino. In graduale salita si raggiunge l’imbocco della poco marcata val­letta che sale al Passo di Campagneda e che si risale tenendone il ripido versante destro idr. fino ai pendii meno ripidi che adducono al passo.



Pizzo Scalino 3323 m
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I laghi artificiali di Campo Moro e di Gera sono raggiungibili staccandosi a sinistra dalla SS 38 all’ingresso di Sondrio e percorrendo la carrozzabile della Val Malenco seguendo le indicazioni per Lanzada e Franscia. Oltre questa località la strada è sterrata (Milano-Sondrio 130 km; Sondrio-Franscia 24 km; Franscia-Campo Moro 9 km). 1) Dalla strada per Campo Moro, poco prima della diga, la­sciare l’auto in corrispondenza della strada che verso destra si diparte alla volta del piano di Campagneda. Percorrere detto tracciato oltrepassando i nuclei dell’Alpe Campascio 2078 m e dell’Alpe Campagneda 2145 m. 2) Dal parcheggio auto in corrispondenza della diga di Campo Moro, 1990 m, salire in pochi minuti al visibile Rif. Zoia 2021 m. Seguire verso Est la mulattiera che, dopo aver percorso per un breve tratto il crinale boscoso sul quale sorge il rifugio, piega a destra (Sud-est) e, dopo essere passata sotto alcune balze rocciose, sbuca sui pianori di Campagneda ove si collega alla soluzione n° 1. Proseguire verso Est sul vasto alto­piano prativo al cospetto del Pizzo Scalino la cui cresta setten­trionale, dopo il primo ripido crinale roccioso che si abbassa dalla vetta, si prolunga quasi pianeggiante per poi formare il picco­lo ma ben visibile cocuzzolo roccioso del Cornetto 2848 m. In graduale salita si raggiunge l’imbocco della poco marcata val­letta che sale al Passo di Campagneda e, verso i 2400 m, si inizia a piegare a destra ad arco di cerchio aggirando e poi sormontando lo sperone roccioso quotato 2516 m. Ci si immette così su uno spalto che, percorso preferibilmente lungo il suo margine esterno permette di procedere in sicurezza verso Sud entrando infine in un avvallamento che rag­giunge la Vedretta dello Scalino alle spalle del Cornetto 2848 m (data la ripidezza del pendio, la salita diretta al Cornetto dal piano di Campagneda - Variante n° 3 - è da consigliarsi solo con condizioni sicure del manto nevoso.). Un giro un poco più lungo (it. n° 2a) ma altrettanto sicuro consiste nel raggiungere e varcare il Passo di Campagneda 2626 m per abbassarsi poi nel sottostante vallone morenico. Piegando ora a destra si percorre il vallone occupato in alto dalla lingua terminale della Vedretta dello Scalino. Si procede lungo la vedretta in genere sempre ben innevata e puntando verso Sud si raggiunge il ripido pendio nevoso che permette di raggiungere la cresta Sud-est della mon­tagna. Chi volesse andare in vetta deve lasciare gli sci, supera­re la crepaccia terminale, percorrere il breve pendio e poi la facile cresta di blocchi accatastati.