Monte Pravello (Poncione d’Arzo) e Monte Orsa
fra fossili e fortezze
Introduzione Besano
Percorso
|
Scheda
[Su]
Periodo consigliato:
Da aprile a novembre.
Dislivello:
660 m.
Tempo di percorrenza:
4-5 ore.
Difficoltà:
E
Punto di partenza:
Besano 350 m. Il paese sorge poco a monte della carrozzabile Varese-Porto Ceresio, un paio di chilometri a Sud di Porto Ceresio. Servizio bus di linea C32 Varese-Bisuschio-Cuasso-Ponte Tresa.
Bibliografia:
Miozzi M., "Sentieri e mulattiere 30 escursioni tra Varesotto e confine
Svizzero", collana Guide Macchione; Macchione Ed., Germinaga (Va), 2003.
Guide e carte:
Carta Escursionistica Kompass 1:50.000 n° 90
"Lago Maggiore-Lago di Varese"; in alternativa CNS quadro d’insieme 1:50.000 n° 5007 "Locarno-Lugano".
ingrandisci la cartina
Introduzione [Su]
Facile passeggiata che si svolge in gran parte lungo una delle tante strade militari costruite in zona durante la Grande Guerra a servizio della linea fortificata Cadorna. Andremo pertanto a visitare il monumentale quanto fortunatamente inutile lavoro di ingegneria militare che fu condotto su questi monti. La zona è però interessante anche per i suoi aspetti geologici. Dagli scisti bituminosi locali si ricavava un olio minerale che serviva sia a scopo medicinale che per l’illuminazione. Tutto questo settore del varesotto è ricco di cave di scisti bituminosi, ittiolo e fluorite. Inoltre, le rocce calcaree del giacimento fossilifero di "Besano-Monte San Giorgio", conosciuto e apprezzato fin dalla metà dell’Ottocento, sono un vero scrigno di fossili, non ancora del tutto aperto. I primi studi risalgono al lontano 1854, quando il paleontologo milanese Emilio Cornalia, del Museo di Storia Naturale di Milano, pubblicò un articolo con alcune tavole che illustravano la scoperta del Neusticosaurus edwardsi, piccolo rettile semiacquatico che 230 milioni di anni fa popolava le rive del "mare di Besano", e oggi il simbolo del Museo Civico dei Fossili di Besano. Il museo ha una ricca collezione di fossili rinvenuti negli affioramenti calcarei locali, animali e piante che un tempo popolavano il piccolo mare interno di Besano la cui superficie si estendeva verso Nord fin verso l’attuale borgo di Campione d’Italia.
Quello di Besano è uno pochi giacimenti "storici" italiani e ha fornito grandi quantità di reperti, invertebrati, vegetali, pesci, rettili marini e terrestri risalenti all’inizio dell’Era Mesozoica e più precisamente al Triassico Medio, circa 235 milioni di anni fa.
Nelle cinque sale del Nuovo Museo dei Fossili du Besano sono esposti i migliori esemplari rinvenuti, fra i quali spicca il grande Besanosaurus Leptorhynchus che con i suoi 6 metri di lunghezza è il più grande rettile marino fossile mai scoperto in Italia. Accanto alle sale espositive vi è un piccolo laboratorio per attività didattiche ed uno spazio video dove viene proiettato un documentario relativo alla storia e le attività legate al giacimento.
|
Besano
[Su]
Besano sorge pochi chilometri a Sud di Porto Cerésio e del confine svizzero. Il borgo è situato in una sorta di conca posta fra le pendici del Monte Pravello e il Colle di San Martino che si affaccia sulla Val Ceresio. Sul colle si trovava probabilmente una fortificazione celtica allo scopo di controllare l’importante via di transito che collegava la Pianura Padana al Lago Ceresio. La fortezza fu poi trasformata in "Castrum" dai romani.
Presso la cima del colle sorge una graziosa chiesetta in stile Romanico, dedicata alla Madonna, nella quale sono conservati dipinti del ’600 ed una Madonna col Bambino Gesù, forse quattrocentesca, di notevole fattura. L’edificio visibile è un rifacimento settecentesco e in origine ospitava anche un monastero. Poco sopra la chiesa, forse dove sorgevano le antiche fortificazioni, si trova una statua della Madonna. Dalla Piazza della Chiesa e del Municipio di Besano una suggestiva Via Crucis conduce alla sommità del Colle.
Il nome del paese è di origine incerta; forse deriva dalla radice celtica Besei, puntura, pungere. In questo caso il nome originale del borgo potrebbe essere "lesena", parola celtica per indicare alveare e riferita all’apicoltura, forse una delle attività principali degli abitanti. Per altri il nome deriva dal fatto che qui si teneva una fiera due volte all’anno: il nome deriverebbe perciò da "Bis-in-anno". Un’altra interpretazione si richiama al supposto ritrovamento della tomba del condottiero Besso, da cui Besano, sul Colle di San Martino.
Data la strategica importanza per il controllo dei transiti, Besano fu per secoli teatro di scorrerie da parte di mercenari, truppe svizzere, francesi, milanesi e comasche, ma non mancavano neppure banditi e predoni che trovavano comodo tendere imboscate ai viandanti.
Nella secentesca chiesa parrocchiale del paese, dedicata a S. Martino da Tours, sono conservate diverse opere di Giovanni Antonio Petrini (artista ticinese, nato a Carona di Lugano nel 1677 e morto intorno al 1760). Oltre ad un ciclo di affreschi, si possono ammirare un San Martino che divide il mantello col povero, la Decollazione del Battista, il Profeta Giona e altri dipinti realizzati dall’artista nella sua fase più matura.
Per secoli l’economia del territorio, che fu unicamente agricola, almeno fino al 1854. In questa data il già citato naturalista e paleontologo, Emilio Cornalia, scoprì, nei pressi dell’abitato di Besano la presenza di scisti ittiolici. Poco dopo iniziava lo sfruttamento industriale dei giacimenti che fece fiorire nella zona alcune miniere che rimasero attive fin dopo la Seconda Guerra Mondiale. Dalle gallerie, che s’addentravano nella montagna per un centinaio di metri circa, si estraeva una sostanza medicinale, simile all’ittiolo, che fu chiamata Saurol e che serviva per lenire infiammazioni cutanee e per la cura dei reumatismi.
Ai giorni nostri, venuta meno l’economia legata all’attività estrattiva di cui sopra, la gente del luogo vive un po’ di agricoltura, e assai più del turismo, propiziato dalla vicinanza con Porto Cerésio e con la zona rivierasca del Lago di Lugano in genere. Non pochi, per finire, i pendolari besanesi che per lavoro fanno quotidianamente la spola con la vicinissima Svizzera.
|
Percorso
[Su]
Dalla chiesa di Besano si imbocca Via Bellotti e la si percorre piegando gradualmente a sinistra (Nord-est) in direzione della contrada Novella.
Poco dopo s’imbocca infatti Via Novella, proseguimento della Via Bellotti (indicazioni "sentiero n°3 e sentiero n°1) si continua sull’asfalto superando il valloncello del Rio Ponticelli e imboccando poco oltre la sterrata che sale verso destra. Lasciata a sinistra una prima deviazione si prosegue sulla sterrata lambendo una vasca e, poco dopo il monumento commemorativo il sacrificio di due Guardie di Finanza. Con facile cammino si procede nel bosco detto di "Selvabella" fino ad un bivio ove sulla destra è indicata la deviazione per la locale cava di ittiolo. Tralasciando la deviazione si continua sulla sinistra (è comunque anche possibile raggiungere la cava e, tramite sentiero, ricollegarsi alla strada più in alto) lungo la vecchia strada militare che con un diagonale traversa il Rio Vallone e, sulla sponda opposta, sale con qualche tornante lambendo alcune opere militari in cemento, due casematte e un fortino. Poco più avanti si giunge presso la località Bocca dei Bar dove il percorso si biforca. Procedendo a sinistra si entra nell’avvallamento compreso fra il Monte Grumello a sinistra e la dorsale Nord occidentale del Monte Pravello. Si percorre la stradina (che dirige verso il Monte Casolo) e poco dopo la si abbandona per salire a sinistra la mulattiera che con alcuni tornanti porta alle fortificazioni del Monte Grumello. Tornati al bivio della Bocca dei Bar si volge a sinistra (Est) seguendo la diramazione della strada che, molto meno conservata, risale con numerosi tornanti la destra orografica del Rio Vallone per giungere presso l’ampia sella boscosa di Albero di Sella. Ora, seguendo le segnaletiche e l’evidente sentiero, si piega a destra portandosi sull’ampia dorsale Nord del Monte Pravello e con numerose svolte si raggiunge la panoramica sommità.
Dalla cima si può scendere brevemente verso Sud-ovest immettendosi nel lungo e interessantissimo camminamento che percorre quasi tutto il crinale che collega il Monte Pravello al Monte Orsa. Al termine delle fortificazioni si prosegue a sinistra su una sterrata che ben presto confluisce sulla strada asfaltata che percorsa verso destra porta in breve sulla cima del Monte Orsa.
|
| |